Brotzu, il caso “del commissario politico” Masotti: l’opposizione incalza Todde. “Chi è e cosa fa il medico sceriffo?”
“I medici facciano i medici. Dovrebbe essere un’affermazione logica, ma a quanto pare non lo è”. Con queste parole i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Paolo Truzzu, capogruppo, e Fausto Piga, vicecapogruppo, hanno aperto stamattina la conferenza stampa in Consiglio regionale. Al centro la vicenda del “medico sceriffo” Steven Claudio Masotti, dirigente medico di Chirurgia vascolare dell’Arnas Brotzu, finito, dopo l’interrogazione 490/A (priva ancora di una replica da parte dell’Esecutivo Todde), ancora nel mirino del centrodestra con un nuovo provvedimento ispettivo.
Il caso nasce dalla determinazione n. 1351 del 27 ottobre 2026. L’atto ha integrato con tre nuove unità, tra cui Masotti, il gruppo di lavoro che deve definire i requisiti minimi autorizzativi per la prima terapia intensiva pediatrica della Sardegna. Il gruppo era stato costituito con la n. 1128 del 10 settembre.
Le perplessità riguardano non solo il profilo ma anche l’operatività di Masotti all’interno dell’Arnas Brotzu, evidenziano i consiglieri d’opposizione. “Contrariamente agli altri componenti, scrivono i consiglieri, non sono chiare le competenze di un chirurgo cardiovascolare rispetto all’attivazione di una terapia intensiva pediatrica”. Masotti , spiegano i firmatari dell’interrogazione, “sarebbe già assurto agli onori delle cronache” per una presunta predilezione per “l’ingegneria, l’organizzazione dei cantieri e gli appalti pubblici”.
Sempre secondo l’interrogazione, e con il condizionale d’obbligo, “già dai primi giorni di settembre Masotti avrebbe avuto rapporti con il gruppo di lavoro, definendo i partecipanti alle riunioni, impartendo ordini e stabilendo eventuali ordinativi di materiali. Avrebbe inoltre comunicato che, d’accordo con la Regione, l’inaugurazione era fissata per il 5 dicembre 2026”.

La 490/A rimasta senza risposta.
La vicenda si intreccia con l’interrogazione 490/A del 2 settembre, a prima firma Piga, ancora senza risposta dopo quasi due mesi. Riguardava la procedura di mobilità volontaria con cui Masotti è arrivato a Cagliari. L’avviso dell’Ares del 16 ottobre 2025 prevedeva la copertura di un solo posto di dirigente medico di Chirurgia vascolare. Il Brotzu, però, con una nota del 5 dicembre 2025, cinque giorni prima della conclusione della procedura, aveva ritenuto “necessario e indispensabile” acquisire una seconda unità. I trasferimenti sono stati due: quello di una dirigente e quello di Masotti, che all’epoca aveva 68 anni.
I consiglieri chiedono quale atto abbia consentito il secondo trasferimento, se il bando sia mai stato modificato per portare i posti da uno a due e con quale titolo giuridico Masotti sia rimasto in servizio oltre il limite anagrafico ordinario.
“Un commissario politico?”.
Il capogruppo di FdI Paolo Truzzu, in premessa, ha chiesto chiarezza sull’operato di Masotti: “Stiamo parlando dell’azienda ospedaliera più importante della Sardegna, dove oggi si registra un clima pesante, come testimoniato da diversi operatori sanitari. Non possono esistere certi meccanismi. I cittadini hanno diritto alla massima chiarezza e trasparenza su questa figura oscura che incute timore e sgomento tra i medici in reparto”.

Poi l’affondo sulla presidente Todde: “I casi sono due: o la presidente non controlla l’Assessorato e attribuisce ruoli a soggetti a lei sconosciuti, oppure è perfettamente consapevole e ha deciso di nominare un dirigente a cui affidare la gestione dell’azienda sanitaria leader in Sardegna”.
“Finalmente – conclude il capogruppo – è emersa la figura di Masotti, integrato in questo gruppo di lavoro. Arrivato a Cagliari con una procedura di mobilità particolare pare che si occupi di appalti e gare e che sia spesso in Assessorato senza giustificazione. Se prima la sua figura era oscura, oggi è uscita dall’ombra. Chiediamo alla Presidente Todde di dire chi è Masotti. Al Brotzu – conclude Truzzu – c’è un clima mefitico e un’estrema confusione nella gestione”.
Fausto Piga ha poi incalzato sul tema della trasparenza: “Il caos che sta emergendo al Brotzu è allarmante: mina la salute dei pazienti e compromette la serenità lavorativa di tutto il personale. Destano profonda preoccupazione la trasparenza nelle procedure di selezione del personale e la legittimità dell’accordo sulla Terapia Intensiva Pediatrica, su cui gravano pesanti rilievi dei revisori dei conti”. E, infine, il lancio di un nuovo appello al DG Maurizio marcias: “Faccio un appello al Direttore Generale: dica se sta lavorando in serenità o se ci sono pressioni politiche che non gli permettono di operare”.

I due consiglieri hanno poi chiuso con una stoccata alla Todde: “Un dirigente che vaga tra i reparti non è la soluzione ai gravi problemi che attanagliano la sanità sarda, malata e incancrenita dall’incapacità totale di un assessorato guidato ad interim dalla presidente della Regione. Ancora una volta la mancanza di una visione strategica fa sprofondare nel buio più totale il futuro di migliaia di cittadini ormai sfiduciati nel sistema sanitario regionale”.
Forte anche l’intervento di Alessandro Sorgia che ha parlato di nomina di un “commissario politico”. “In due anni e mezzo la Todde ha distribuito molti incarichi. È una situazione su cui occorre far luce: il personale è demotivato e si sente minacciato. Di fatto questo dottor Masotti fa il commissario politico e va chiarito cosa stia facendo al Brotzu. L’impressione è che i Cinquestelle vogliano trasformare il Brotzu in un loro fortino”.
Parere condiviso dal leader di Alleanza Sardegna, Stefano Schirru: “Non si capisce chi sia il direttore generale del Brotzu. L’Arnas Brotzu oggi è una struttura allo sbando, con cantieri interrotti e un’azienda con el sigle sindacali in rivolta e uniti contro la cattiva gestione. Si attinge a graduatorie sparse in tutta la Sardegna senza criterio – prosegue – e ci sono anche dirigenti a tempo determinato dei quali non si capisce cosa facciano all’Arnas. Il risultato è un personale demotivato e stiamo perdendo ottimi chirurghi. Se fossi il direttore generale – conclude – chiederei di commissariare l’azienda, che è già commissariata di fatto”.
Ad allarmare l’opposizione anche la presenza del Masotti in luoghi estranei alle corsie. “Sul cosiddetto medico sceriffo abbiamo chiesto alla presidente Todde di riferire anche sulla presenza del dirigente medico alle riunioni sugli investimenti in Assessorato”, ha dichiarato Corrado Meloni.

Dubbi che vanno oltre la nomina e l’operatività del nuovo innesto all’Arnas: “Forse la vicenda va oltre – chiosa Stefano Tunis di Sardegna 20Venti -. La gestione del Brotzu è inconsistente e, al di là della comunicazione della presidente, la sanità vive un periodo buio. Alla presidente consiglio di fare meno ricorso ai tuttologi e maggiore professionalità. Il pensionamento dello storico direttore del reparto di Pediatria dell’Ospedale San Michele, Giuseppe Masnata, è emblematico di un malessere generale all’interno dell’azienda”.
