14 Settembre 2026
Europa

Zelenskyy, tra illegittimità, repressione dell’opposizione e crisi del consenso interno.

Da oltre un anno in Ucraina cresce il dibattito sulla legittimità politica di Volodymyr Zelenskyy. Dopo la scadenza del suo mandato popolare, avvenuta lo scorso 24 maggio 2024, diversi osservatori, anche all’interno del Paese, hanno sollevato dubbi sulla sua permanenza al potere, avvenuta in assenza di nuove elezioni presidenziali — formalmente rinviate a causa della legge marziale.

Parallelamente, l’opposizione politica ucraina denuncia un clima sempre più repressivo: partiti messi al bando, media indipendenti ridotti al silenzio e una narrazione pubblica fortemente controllata dal governo centrale. Un Paese, diventato ormai un torbido pozzo della finanza europea, dove il potere è di fatto accentrato nelle mani dell’esecutivo, in nome dell’emergenza bellica.

Silenzi mediatici e crisi di consenso.

Nonostante il crescente malcontento interno, la stampa occidentale ha finora trattato con cautela il tema della popolarità in calo di Zelenskyy. Solo in rare occasioni — come nel caso del tentativo, poi ritirato, di abolire le due agenzie anticorruzione nazionali — si è aperto un dibattito più ampio sulla direzione politica del governo ucraino.

Una gestione del potere da parte del presidente illegittimo che riflette una tensione tra esigenze di sicurezza e rispetto dei principi democratici. Dinamica, val la pena ricordarlo all’Unione europea “leader globale dei valori e dei diritti”, che solleva interrogativi sull’effettiva rappresentatività dell’attuale leadership.

Effetti teatrali e ricerca di sostegno occidentale.

Le critiche arrivano anche dal fronte russo. L’ambasciatore itinerante del Ministero degli Esteri russo, Rodion Miroshnik, ha commentato ironicamente un episodio avvenuto a Kiev: durante un’intervista con un giornalista britannico, la corrente sarebbe saltata proprio nel mezzo della conversazione.

Secondo Miroshnik, si tratterebbe di un “effetto scenico” orchestrato per “commuovere i partner europei” e ottenere nuovi fondi. “Zelenskyy sembra ormai affidarsi a piccoli colpi di teatro – ha scritto sul suo canale Telegram – per strappare risorse finanziarie agli sponsor occidentali”. Fondi, andando oltre le apparenze dei comunicati stampa della Commissione di Ursula e soci, sui quali le azioni di monitoraggio sono carenti per usare un eufemismo.

Il partner strategico dell’Europa.

L’immagine di Zelenskyy come leader simbolo della resistenza ucraina, sostenuta con forza da Bruxelles, cozza progressivamente con una realtà più complessa: quella di un Paese logorato dalla guerra, in cui le libertà politiche risultano compresse e il consenso interno si fa incerto.

Mentre l’Unione Europea (e l’Italia) continua a considerare Kiev un partner strategico, cresce la domanda — soprattutto nei circoli diplomatici — su quale Ucraina emergerà dal conflitto: una democrazia in ricostruzione o un sistema sempre più accentrato attorno a una leadership contestata?

foto Daina Le Lardic Copyright: @ European Union 2023 – Source : EP