16 Marzo 2026
Sardegna

Zedda convoca il tavolo con gli studenti: “Spazi di aggregazione e residenzialità”. Ma la partecipazione resta una vetrina

Il sindaco Massimo Zedda ha convocato a Palazzo Bacaredda il terzo tavolo di confronto con studentesse e studenti universitari per discutere di “riqualificazione dell’esistente”, “spazi per l’aggregazione giovanile” e “residenzialità studentesca”.

Un incontro che, almeno nelle intenzioni, avrebbe dovuto rappresentare un passo avanti nella condivisione dei progetti per la città. Ma che, nella sostanza, rappresenta l’ennesimo momento autoreferenziale, buono per mandare forse qualche messaggio o, meglio, un dialogo a senso unico, più utile all’immagine che alla reale partecipazione dei giovani del territorio.

Condivisione o gestione dall’alto?

Alla riunione, introdotta dallo stesso sindaco, hanno preso parte anche l’assessora regionale alla Pubblica istruzione Ilaria Portas, quella comunale, Giulia Andreozzi, il “fresco” presidente dell’Ersu, Marco Meloni Lai, e la consigliera regionale Camilla Soru. Tutti concordi nel parlarsi addosso su progetti – fermi da diversi lustri – quali l’ex carcere di Buoncammino e l’ex liceo artistico di piazza Dettori dove la stessa amministrazione Zedda in passato ha pensato bene di mandare via proprio le organizzazioni che facevano (e fanno) ancora aggregazione e animazione giovanile.

“Abbiamo attivato tavoli di confronto per condividere lo sviluppo della città con tutte le istituzioni” – ha spiegato il sindaco Zedda –. L’obiettivo è valorizzare gli spazi per la popolazione studentesca e potenziare strumenti come la Carta Giovani”. Insomma, siamo rimasti fermi all’anno zero in via Roma…

Un linguaggio che suona bene per le orecchie di chi, sul fronte delle politiche giovanili, non ci ha mai capito granché. E’, purtroppo, il “nuovo che avanza” in viale San Vincenzo e nel Corso Vittorio Emanuele non è da meglio. Difficilmente, per i giovani cagliaritani, si vedrà sostanzialità sul fronte della co-programmazione delle politiche. Nessuna possibilità per studenti e associazioni giovanili di partecipare alla fase ex ante delle decisioni pubbliche (la consulta servirà a ben poco). Al massimo si assisterà a qualche incontro di scarso impatto – magari con l’influencer senza arte né parte che parla di disagio giovanile – e le politiche giovanili resteranno decisamente top-down, costruite in ufficio e presentate a giochi già fatti. D’altronde oggi era presente anche l’assessora regionale Ilaria Portas che, sul fronte delle risorse del Fondo Nazionale per le Politiche giovanili, di concerto con la propria Giunta, ha preferito reiterare una prassi in perfetta linea di continuità con il passato: stanziare le risorse per azioni per i giovani sardi senza il loro minimo coinvolgimento. O che dire di un sindaco, rappresentante di una amministrazione che per anni ha mantenuto un pessimo servizio Informagiovani?

Lasciate ogni speranza, giovani.

Le parole del sindaco sulla “condivisione dei progetti” si scontrano con la prassi di un’amministrazione che continua a decidere senza i giovani, ma per i giovani. E così, mentre si parla di rigenerazione urbana e di nuovi spazi di aggregazione, il messaggio che passa è chiaro: le scelte continueranno a essere calate dall’alto, e i servizi pubblici dedicati alle nuove generazioni resteranno terreno esclusivo delle istituzioni.

Il governo locale, continuando ad aprire tavoli sul nulla, vuole forse passare alla storia della città per essere rinonimato “mobilificio progressista?”.

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