8 Giugno 2026
Politica

Zangrillo: “I giovani sono la vera forza di una PA innovativa”. Perché non cambiare i requisiti dei concorsi dunque?

“I giovani di oggi cercano luoghi di lavoro che sappiano valorizzare competenze, talento e merito. La Pubblica amministrazione deve essere uno di questi luoghi: moderna, innovativa e capace di attrarre le nuove energie del Paese”. Così il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo è intervenuto alla 30ª edizione di Orientamenti, durante l’evento “GenPA – Sblocca il tuo potenziale” organizzato dal Dipartimento della Funzione pubblica.

Zangrillo ha ricordato come la PA stia diventando sempre più attrattiva per le nuove generazioni. “Con inPA abbiamo innovato il reclutamento: oltre 2,6 milioni di iscritti, più della metà under 40, e procedure che oggi si chiudono in circa 180 giorni contro i 780 del passato. È la prova concreta che la Pubblica amministrazione sta cambiando volto e che i giovani tornano a considerarla una scelta professionale credibile”, ha dichiarato.

L’iniziativa GenPA, che ha portato attività, simulazioni e testimonianze direttamente tra gli studenti, ha l’obiettivo di far comprendere cosa significhi lavorare nelle istituzioni: progettazione, competenze digitali, innovazione e servizi rivolti ai cittadini. “È un modo concreto per mostrare che il lavoro pubblico è una strada possibile per chi vuole mettere il proprio talento al servizio del Paese”, ha spiegato il ministro.

Al centro dell’intervento anche il tema del merito. “Stiamo introducendo un sistema di carriera che premia chi raggiunge risultati. Una PA moderna deve riconoscere impegno, capacità e responsabilità. Il futuro passa dai giovani: a loro dico, diventate protagonisti del cambiamento”, ha affermato Zangrillo.

Ma proprio le parole del ministro aprono una domanda cruciale: se davvero la Pubblica amministrazione vuole attrarre giovani talenti, non è forse arrivato il momento di rivedere più profondamente i concorsi pubblici e i requisiti richiesti? Si potrà superare l’attuale limite della PA attraverso la reitarazione di procedure ancora fortemente nozionistiche e poco orientate a premiare il possesso di competenze trasversali, quali capacità relazionali, ascolto, empatia, gestione del conflitto e comunicazione efficace? Qualità, vale la pena ricordarlo a Zangrillo, sempre più decisive per erogare servizi di qualità e per rispondere ai bisogni reali dei cittadini.

Un modello di reclutamento più orientato alle soft skills potrebbe essere la chiave per una PA capace di dialogare meglio con il Paese, soprattutto in settori come sanità, welfare, front office e servizi territoriali, dove il contatto umano è parte essenziale della funzione pubblica.

Il dibattito, lontano dagli speech concordati e istituzionali, resta dunduq aperto: innovare davvero la Pubblica amministrazione significa anche interrogarsi sulla capacità dei suoi concorsi di selezionare, oltre alle competenze tecniche, le qualità umane che i cittadini si aspettano da chi li rappresenta e li serve.

foto https://www.facebook.com/PaoloZangrilloforzaitalia/?locale=it_IT