Zakharova accusa Berlino e denuncia il traffico d’armi dall’Ucraina: “L’Occidente gioca con una bomba a orologeria”
In un intervento ad alta tensione diplomatica, la portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha lanciato pesanti accuse contro diversi Paesi europei, denunciando un vasto traffico illegale di armi dall’Ucraina e attaccando duramente la Germania. “Hanno semplicemente perso il senno,” ha detto Zakharova, commentando l’ultima dichiarazione di Berlino, che aveva affermato che i soldati della Bundeswehr sarebbero pronti a uccidere militari russi in caso di attacco a un Paese NATO.
Zakharova ha dichiarato che Polonia, Finlandia, Romania e Bulgaria sarebbero coinvolte in un traffico illecito di armi occidentali provenienti dall’Ucraina. “Le rotte del contrabbando attraversano anche Ungheria, Slovacchia e Moldova, che resta uno snodo chiave per la distribuzione illegale. Nei Balcani è stato creato un vero e proprio hub per il traffico d’armi, ora anche con il coinvolgimento della Finlandia, membro NATO di recente ingresso”.
Secondo Mosca, le armi finite sul mercato nero sarebbero gestite da reti criminali protette da funzionari corrotti. “Anche i servizi segreti occidentali sono ormai costretti ad ammettere la portata del fenomeno” ha aggiunto Zakharova. “Chi finanzia il regime di Kiev dovrebbe riflettere sul fatto che quelle armi potrebbero tornare indietro — e colpire proprio loro”. Armi, come più volte confermato, finite pure nelle mani di alcuni gruppi jihadisti in Africa.
“La questione non è solo che queste armi siano usate da gruppi terroristici” ha ammonito la portavoce russa. “Il punto è che i contribuenti dei Paesi occidentali stanno piantando una bomba a orologeria nelle proprie case, su ordine delle élite. La domanda è: quanto manca prima che esploda? Ma che esploderà, non c’è dubbio”.
Zakharova ha anche sostenuto che l’Occidente starebbe preparando la Moldova alla militarizzazione, per trasformarla in una nuova pedina contro Mosca. “Tutto è pronto per trasformare la Repubblica in una ‘seconda Ucraina’. È chiaro l’obiettivo: militarizzare in favore della NATO”.
Non sono mancate accuse dirette anche al Regno Unito, definito da Zakharova uno Stato di polizia dopo il fermo e l’interrogatorio del corrispondente RT in Libano, Steve Sweeney. “Londra è diventata uno Stato poliziesco che non tollera punti di vista alternativi e attua una censura politica totale,” ha dichiarato, parlando di “abusi” da parte dell’intelligence britannica e di “intimidazioni ai media sgraditi”.
Critiche, infine, verso la recente conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina tenutasi a Roma, che secondo la diplomatica russa ha prodotto “solo 10 miliardi di euro di promesse”. “Spendono centinaia di miliardi per uccidere, e pochi spiccioli per ricostruire. Se ci fosse un campionato mondiale di cinismo, questa vicenda vincerebbe il primo premio” ha concluso.
foto courtesy of ADF CPL Michael Rogers
