Youth, Europe, Engagement, Awareness: la nuova iniziativa giovanile di ABICI.

“I giovani desiderano assumere il controllo della propria vita e partecipare con il loro impegno e sostegno alla società civile. Per molti di loro tuttavia il futuro è reso incerto dai cambiamenti tecnologici, dalle tendenze demografiche, dalla discriminazione, dall’esclusione sociale e da una marginale pianificazione delle risorse per la risoluzione della questione giovanile nel nostro Paese. Lo stesso programma Erasmus+ e Corpo europeo di Solidarietà si denota per un sempre crescente livello di inaccessibilità per i giovani delle aree interne e organizzazioni poco strutturate, come rilevato con cadenza ormai annuale dalla Commissione Cult del Parlamento europeo, autrice di appositi e aggiornati report sulle performance dei programmi e delle Agenzie Nazionali nei Paesi membri”.

Così, oggi, l’associazione ABICI, membro del Comitato CASMI, ha presentato il progetto di iniziativa giovanile YEEA, destinato alla popolazione giovanile dell’Area Metropolitana di Cagliari.

“Oggi più che mai – prosegue la nota dell’organizzazione giovanile sarda – i giovani devono dare prova di resilienza ed essere in grado di adattarsi a queste sfide, sviluppando, contestualmente, una maggiore consapevolezza e interazione con le comunità in cui risiedono. Da queste premesse ABICI e i giovani partecipanti, hanno deciso di lavorare per realizzare una nuova iniziativa giovanile e sostenere i ragazzi e le ragazze a dare il proprio contributo per la creazione di una comunità locale più democratica e coesa, proponendo una discussione sui grandi temi (disinformazione, sicurezza, digitale, altri temi Ue e local.). Temi dai quali i giovani e il loro punti di vista sono spesso tagliati fuori o posizionati in aree marginali come dimostrato in occasione della presentazione delle 20 idee dei giovani europei durante l’ultimo evento EYE”.

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Un’iniziativa, si legge nella gantt chart del progetto, che prevede anche di sostenere un percorso virtuoso di creazione di contenuti a sostegno delle istanze della popolazione giovanile (attraverso la pubblicazione di articoli, video e approfondimenti sulla testata media partner del progetto Sardegnagol, punto di riferimento dell’informazione regionale sulle politiche giovanili) contro la mole di contenuti locali (su social e media locali) caratterizzati da scarsa capacità di analisi critica sulla condizione giovanile e sulle principali questioni europee nel campo della gioventù.

“Un recente studio condotto dalla Stanford University – ricordano dall’associazione – ha dimostrato che l’82% degli studenti delle scuole superiori intervistati non è capace di distinguere tra un annuncio etichettato come “contenuto sponsorizzato” e un articolo autentico in un portale di notizie. Ancora, proseguendo con gli esempi, l’emergenza covid-19 ha aumentato la circolazione di teorie cospirative e fake news come mai prima d’ora. Di questi tempi, perciò, è immensamente importante discutere con i giovani i complessi contesti sociali e mediatici che determinano la creazione e la diffusione di un particolare messaggio, nonché analizzare l’impatto e le conseguenze che un messaggio può produrre su diversi gruppi sociali e gruppi di età”.

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YEEA, inoltre, vuole sostenere lo sviluppo del pensiero critico dei giovani della nostra comunità locale attraverso un percorso strutturato sul cosiddetto processo del newsmaking e sulle logiche editoriali delle testate giornalistiche che, prima ancora della disinformazione proveniente dai cosiddetti Paesi terzi, rappresentano un pericolo per una stampa libera da condizionamenti.

Ancora il progetto intende integrare elementi dell’alfabetizzazione mediatica nell’animazione socioeducativa (istruzione, notiziari, podcasting) per consentire ai partecipanti di mostrare e formulare giudizi informati come utenti di informazioni e media, e, attraverso l’esperienza diretta nella redazione Sardegnagol, di diventare produttori di informazioni e messaggi mediatici a pieno titolo. In tal modo garantire un coinvolgimento significativo dei giovani e un dialogo all’interno del processo decisionale dell’UE, migliorando così i meccanismi di partecipazione vigenti e creandone di nuovi.

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Inoltre, i giovani partecipanti vogliono assicurare un equo accesso ad una informazione di qualità, imparziale e adeguata ai giovani sul funzionamento dell’UE, su come parteciparvi e su quali opportunità essa possa offrire ai giovani. In tal modo si vuole sostenere la fiducia dei giovani nel progetto europeo, affrontando il deficit democratico, la mancanza di trasparenza e visibilità lamentata da derive sovraniste e/o semplicistiche.

Infine il progetto vuole concorrere a fare luce sul gap legato all’esclusione socioeconomica e l’’inclusione democratica dei giovani locali, alla luce del fatto che i giovani svantaggiati sono in genere cittadini meno attivi e con meno fiducia nelle istituzioni, sperimentando poco le opportunità offerte dai programmi europei per i giovani, quali, ad esempio, il programma Erasmus+.

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