Washington stacca la spina alla comunità internazionale: gli Usa abbandonano le organizzazioni ONU.
Gli Stati Uniti avviano il ritiro formale da un ampio numero di organizzazioni internazionali, sia esterne al sistema delle Nazioni Unite sia appartenenti all’ONU. Lo prevede un memorandum presidenziale indirizzato ai capi dei dipartimenti e delle agenzie federali, che dà attuazione all’Executive Order 14199 del 4 febbraio 2025.
La decisione – che segue la fine del programma USAID – arriva al termine della revisione condotta dal Segretario di Stato su tutte le organizzazioni intergovernative, le convenzioni e i trattati cui Washington partecipa o che finanzia.
Dopo aver esaminato il rapporto e aver consultato il Gabinetto, la Casa Bianca ha quindi stabilito che la permanenza degli Stati Uniti in numerosi organismi multilaterali è contraria agli interessi nazionali, ordinando l’avvio immediato delle procedure di uscita e la cessazione del sostegno finanziario nei limiti consentiti dalla legge.
Per quanto riguarda le organizzazioni non appartenenti al sistema ONU, il memorandum dispone il ritiro degli Stati Uniti, tra le altre, dal 24/7 Carbon-Free Energy Compact, dal Colombo Plan Council, dalla Commission for Environmental Cooperation, da Education Cannot Wait, dall’European Centre of Excellence for Countering Hybrid Threats e dal Forum of European National Highway Research Laboratories. Washington lascia inoltre la Freedom Online Coalition, il Global Community Engagement and Resilience Fund, il Global Counterterrorism Forum, il Global Forum on Cyber Expertise e il Global Forum on Migration and Development. Il ritiro riguarda anche l’Inter-American Institute for Global Change Research, l’Intergovernmental Forum on Mining, Minerals, Metals, and Sustainable Development, il Panel intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC) e la piattaforma intergovernativa su biodiversità ed ecosistemi (IPBES). Gli Stati Uniti escono inoltre dall’International Centre for the Study of the Preservation and Restoration of Cultural Property, dall’International Cotton Advisory Committee, dall’International Development Law Organization, dall’International Energy Forum, dall’International Federation of Arts Councils and Culture Agencies, dall’International Institute for Democracy and Electoral Assistance e dall’International Institute for Justice and the Rule of Law. La lista comprende anche l’International Lead and Zinc Study Group, l’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (IRENA), l’International Solar Alliance, l’International Tropical Timber Organization, l’Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN), il Pan American Institute of Geography and History, la Partnership for Atlantic Cooperation, l’accordo regionale asiatico contro la pirateria marittima, il Regional Cooperation Council, la Renewable Energy Policy Network for the 21st Century, il Science and Technology Center in Ukraine, il Secretariat of the Pacific Regional Environment Programme e la Commissione di Venezia del Consiglio d’Europa.
Sul fronte delle Nazioni Unite, il memorandum sancisce il ritiro o la cessazione dei finanziamenti statunitensi al Dipartimento ONU per gli Affari Economici e Sociali e a diverse strutture del Consiglio economico e sociale, comprese le commissioni regionali per l’Africa, l’America Latina e i Caraibi, l’Asia e il Pacifico e l’Asia occidentale.
Gli Stati Uniti escono inoltre dalla Commissione di diritto internazionale, dal Meccanismo residuo internazionale per i tribunali penali, dall’International Trade Centre e da vari uffici del Segretario generale, tra cui quelli dedicati all’Africa, ai bambini nei conflitti armati, alla violenza sessuale nei conflitti e alla violenza contro i minori.
Il ritiro riguarda anche la Peacebuilding Commission e il Peacebuilding Fund, il Permanent Forum on People of African Descent, l’UN Alliance of Civilizations e il programma ONU per la riduzione delle emissioni da deforestazione e degrado forestale (UN-REDD). Washington lascia inoltre l’UN Conference on Trade and Development (UNCTAD), l’UN Democracy Fund, UN Energy, l’ente ONU per l’uguaglianza di genere e l’empowerment delle donne (UN Women), la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), il Programma ONU per gli insediamenti umani (UN-Habitat), l’UN Institute for Training and Research (UNITAR), UN Oceans, il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (UNFPA), il Registro ONU delle armi convenzionali, il System Chief Executives Board for Coordination, lo UN System Staff College, UN Water e l’Università delle Nazioni Unite.
Per gli organismi ONU, il ritiro comporta la cessazione della partecipazione americana e dei contributi finanziari. La Casa Bianca, nell’occasione, ha sottolineato infine che la revisione delle adesioni internazionali è ancora in corso e che ulteriori decisioni potrebbero essere adottate nei prossimi mesi.
foto whitehouse.gov
