14 Luglio 2026
Europa

Washington minaccia la delegazione palestinese all’ONU: “Ritirate la candidatura o revocheremo i visti”

Gli Stati Uniti avrebbero minacciato di revocare i visti ai membri della delegazione palestinese presso le Nazioni Unite a causa della candidatura dell’ambasciatore Riyad Mansour alla vicepresidenza dell’Assemblea Generale dell’ONU.

Secondo le ricostruzioni della stampa americana, i diplomatici statunitensi a Gerusalemme avrebbero ricevuto istruzioni per fare pressione sulle autorità palestinesi affinché Mansour rinunci alla sua candidatura per uno dei 21 posti da vicepresidente dell’organo assembleare dell’ONU. In caso contrario, si profilerebbero conseguenze concrete, tra cui la revoca dei documenti di ingresso negli Stati Uniti.

Nel frattempo si è attiva la macchia del fango contro Mansour, indicato come nemico di Israele e destabilizzante per il piano di pace per Gaza promosso dall’Amministrazione Trump. Ragioni che, nella logica di Washington, sarebbero sufficienti a giustificare una pressione diplomatica straordinaria su un organismo internazionale multilaterale.

Il Dipartimento di Stato, interpellato sull’accaduto, ha declinato ogni commento invocando la riservatezza dei dati sui visti, limitandosi ad affermare di prendere sul serio gli obblighi derivanti dall’Accordo sulla sede dell’ONU.

Non è la prima volta che Washington ricorre a questo strumento di pressione. Nell’autunno del 2025, l’amministrazione Trump aveva già revocato i visti a funzionari palestinesi, escludendoli dall’Assemblea Generale di settembre, in risposta al riconoscimento internazionale dello stato palestinese che diversi Paesi occidentali si apprestavano ad annunciare proprio in quella sede.

foto UN Photo/Eskinder Debebe