13 Aprile 2026
Europa

Washington, la capitale della libertà… con il coprifuoco

C’è qualcosa di profondamente ironico nel fatto che la nazione che si è autoproclamata paladina della democrazia globale, quella che va in giro per il mondo a spiegare agli altri come si governa, abbia deciso di vietare ai propri adolescenti di riunirsi in gruppi di nove o più persone in quattro quartieri della propria capitale. Benvenuti a Washington D.C., faro di libertà e democrazia, dove vige il coprifuoco dalle 20.

La polizia metropolitana ha infatti introdotto per il fine settimana un coprifuoco per i minori in alcune zone della città, che si aggiunge a quello già in vigore dal mese di marzo per l’intera capitale: nessuno sotto i 18 anni per strada dalle 23 alle 6 di mattina, tutti i giorni. Nel frattempo, Donald Trump, che nell’ultimo anno ha disseminato Washington di migliaia di soldati della Guardia Nazionale, continua a rivendicare con orgoglio che la capitale americana è oggi “la città più sicura del mondo”.

Il contrasto con la retorica d’esportazione non potrebbe essere più stridente: mentre Washington detta le regole del mondo libero e si erge a giudice universale di democrazie e autoritarismi altrui, nel suo salotto di casa introduce misure che farebbero storcere il naso a più di un osservatore internazionale. Il tutto condito da una sorveglianza militare degna di una città in stato d’assedio, spacciata per normalità.

La libertà, si sa, è un concetto flessibile. Soprattutto oltreoceano.

foto thewhitehouse.gov