11 Giugno 2026
Politica

Voli in Sardegna, lo scontro Ryanair-Regione divide: “Un’occasione persa”

La Regione Sardegna ha detto no a Ryanair. E l’opposizione non ci sta. Il rigetto del piano di sviluppo proposto dalla compagnia aerea irlandese , che prevedeva nuovi aeromobili, rotte internazionali inedite e un significativo aumento dei passeggeri , scatena le critiche del centrodestra sardo, che parla apertamente di “occasione persa” e punta il dito contro la giunta guidata da Alessandra Todde.

Per Manuel Alivesi, coordinatore metropolitano di Sardegna al Centro 20Venti per Sassari “la decisione della Regione è miope e profondamente dannosa per il Nord Sardegna e per l’intera isola. Ryanair ha messo sul tavolo investimenti concreti, centinaia di posti di lavoro, milioni di passeggeri aggiuntivi. Dire no significa isolare ulteriormente la Sardegna e frenare lo sviluppo turistico ed economico”.

Al centro della disputa c’è l’addizionale municipale sui voli, la tassa che secondo l’opposizione scoraggia gli investimenti delle compagnie aeree nell’isola. Sardegna al Centro 20Venti ricorda che altre regioni italiane che hanno abolito questa addizionale hanno registrato una crescita significativa di traffico aereo, turismo e occupazione. La Sardegna, al contrario, starebbe perdendo terreno rispetto ad altri territori italiani ed europei.

Mentre gli altri volano, la Sardegna resta ferma.

Il gruppo di Forza Italia in Consiglio Regionale rincara la dose, denunciando la bocciatura di una mozione presentata dalla minoranza proprio su questo tema. “Registriamo l’ennesima occasione persa”, scrivono i consiglieri, ricordando che altre regioni crescono in traffico, investimenti e occupazione grazie a “scelte chiare e pragmatiche”, mentre la Sardegna rimane “intrappolata in rinvii e decisioni parziali”.

Forza Italia chiarisce di non voler favorire una singola compagnia aerea, ma di puntare alla creazione di condizioni più competitive per l’intero mercato: “Si tratta di generare benefici diffusi, non di assecondare Ryanair”. La compagnia irlandese, peraltro, aveva già espresso pubblicamente , con toni definiti “accesi” dagli stessi critici , la propria insoddisfazione per il mancato accordo con la Regione. Intesa che costerebbe circa 36 milioni di euro l’anno.

L’opposizione punta anche il dito sul sistema della continuità territoriale, ritenuto fragile e incerto: continuare a finanziarlo con risorse pubbliche ignorando strumenti alternativi più efficaci, si sostiene, rischia di trasformarsi in “un esercizio di ostinazione più che di programmazione”.

La giunta Todde, per ora, non ha replicato pubblicamente alle accuse. Ma il dibattito sui collegamenti aerei del Nord Sardegna è destinato a restare al centro dello scontro politico regionale nei prossimi mesi.

“Le dichiarazioni di Ryanair confermano che la Sardegna non può restare fuori dalle politiche di incentivazione del traffico aereo adottate da molte regioni italiane”. Ha aggiunto il consigliere regionale di Alleanza Sardegna Stefano Schirru, intervenendo sul tema delle tasse aeroportuali.

“Eliminare o compensare le addizionali comunali sui voli è uno strumento utile per aumentare collegamenti e turismo. Regioni come Sicilia e Calabria hanno già scelto questa strada per favorire crescita e investimenti”.

Nel frattempo, polemiche a parte, anche i critici in Consiglio regionale si apprestano a mettere le mani nella prossima “manovrina” che , come tradizione, porterà nelle tasche dei lobbysti e claque di riferimento miloni di euro in prebende per cifre ben al di sopra dei 36 milioni di euro necessari per coprire i costi dell’addizionale comunale che da anni i vettori low cost chiedono di cancellare.

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