“Voci dalla Laguna”, la mostra fotografica sulla Laguna di Santa Gilla. Intervista all’autrice Marina Federica Patteri.

“Voci dalla Laguna”, un progetto complesso e artisticamente ambizioso della fotografa Marina Federica Patteri, che si pone l’obiettivo di raccontare attraverso le immagini uno dei luoghi più affascinanti e meno conosciuti del cagliaritano: la laguna di Santa Gilla. Dopo quasi un anno e mezzo di rinvii causati dalla pandemia e la pubblicazione di un volume edito dalla Edizioni Kappabit, il primo ottobre in Sa Manifattura a Cagliari inizia finalmente il ciclo di esposizioni di “Voci dalla Laguna”. Esposizioni che, nel corso dell’autunno, toccheranno i Comuni bagnati dalla Laguna.

Cagliari vista dalla riva occidentale della Laguna di Santa Gilla. Foto credits Marina Federica Patteri

Abbiamo incontrato Marina per parlare con lei di “Voci dalla Laguna”.

Ciao Marina, come, quando e perché nasce “Voci dalla Laguna”?

“Voci dalla Laguna” nasce ormai quasi tre anni fa in maniera quasi casuale. Avevo appena concluso un progetto dedicato al borgo del Villaggio Pescatori di Giorgino e mi accingevo a lavorare su qualcosa di nuovo. Devo ammettere che ho sempre avuto nella mente la Laguna, per almeno due ragioni: in primo luogo l’essermene innamorata non appena ho avuto modo di vederla e conoscerla; poi perché desideravo dare continuità al progetto sul Villaggio Pescatori che, lo ricordiamo, nasce in origine come insediamento per i pescatori della Laguna.

La fotografa Marina Federica Patteri

Nonostante l’indecisione iniziale ho sempre pensato che avrei potuto dedicare qualcosa a questo luogo e così, tra uno scatto e l’altro, ho inconsapevolmente costruito la mia storia. Al progetto ho dedicato tantissimo tempo e questo mi ha permesso di scavare a fondo e comprenderne le caratteristiche specie da un punto di vista storico e culturale.

Volevo raccontare la Laguna per la sua bellezza e per la sua poesia e spero di esserci riuscita.

Qual è il significato del titolo?

LEGGI ANCHE:  La grande lirica ritorna a Cagliari.

Il titolo è stato scelto perché rimanda alla vita lagunare e ne racchiude l’essenza. Il vociare delle specie animali che vi dimorano, le persone che la vivono quotidianamente, l’alternarsi delle stagioni, le feste tradizionali che vi si svolgono. Sono le voci che giungono a noi dalla Laguna.

Una tipica ambientazione lagunare. Foto Credits Marina Federica Patteri

Qual è il “fil rouge”, se c’è, che connota il tuo racconto della Laguna?

Le fotografie, sono state scattate in diversi periodi dell’anno e questo lo si intuisce dal mutare dei colori e del paesaggio catturato. Il colore rappresenta, quindi, un elemento che mette assieme le immagini del racconto. Il risultato è voluto: si passa dalle caratteristiche rive verdi estive ai tramonti infuocati nelle serate di maestrale, passando per i rosa tenui dei pomeriggi primaverili e così via.

Il crepuscolo in Laguna. Foto Credits Marina Federica Patteri

“Voci dalla Laguna” non è soltanto un’esposizione. Parlaci delle altre attività del progetto.

“Voci dalla Laguna” è anche un libro a cura della casa editrice Kappabit che racconta i miei quasi tre anni di scatti nella Laguna di Santa Gilla. Il libro si caratterizza  per il suo essere un “metalibro” in cui ciascuna immagine è accompagnata da contenuti digitali online ai quali si accede tramite codici QR. Tali contenuti, aggiornati periodicamente, rendono il libro dinamico e interattivo.

il Volume fotografico “Voci dalla Laguna” – Edizioni Kappabit, 2020

Prima che ci fosse lo stop forzato legato alla pandemia, inoltre, abbiamo portato “Voci dalla Laguna” in teatro, con un evento a cui hanno preso parte musicisti, poeti e scrittori.

“Voci dalla Laguna” ha anche partecipato a due eventi organizzati dal FAI – Fondo Ambiente Italiano e si spera possa, nei prossimi mesi, entrare anche nelle scuole col duplice obiettivo: artistico da un lato, divulgativo dall’altro.

LEGGI ANCHE:  Autunno in musica. Nikolas Nägele dirige la monumentale Quarta Sinfonia “Romantica” di Anton Bruckner.

Cosa rende “Voci dalla Laguna” differente dagli altri progetti dedicati a Santa Gilla?

“Voci dalla Laguna” ha l’ambizione di raccontare la Laguna di Santa Gilla per la sua bellezza e per la poesia che in essa troviamo. In questa veste la Laguna prova a scrollarsi di dosso quell’immagine di luogo abbandonato, inquinato e degradato e si mostra come luogo ricco di bellezza, vita e colori.

A questo riguardo è possibile, secondo te, raccontarne la poesia senza censurare la realtà delle cose? Se si, in che modo?

Si, assolutamente. Penso si debba, in primo luogo, approcciarsi al luogo in maniera differente; la Laguna è storia perché lì sorgeva la città giudicale di Santa Igia e prima ancora il porto punico; è ambiente perché è unica in Europa per le specie che in essa vivono; è cultura perché custodisce gelosamente usi e tradizioni ai più dimenticate o sconosciute. La Laguna soprattutto è bellezza e bisogna sapersi approcciare con la giusta sensibilità.

Elmas, la processione lagunare in onore di San Pietro. Foto Credits Marina Federica Patteri

Quali sono state le tue emozioni la prima volta che hai passeggiato sulle rive di Santa Gilla?

Come detto, mi sono innamorata da subito della Laguna, è stato amore a prima vista. Quel posto racchiude tutti o quasi quegli elementi che mi rapiscono quotidianamente e caratterizzano il mio modo di essere e di fare fotografia.

Qual è il tratto di Laguna che prediligi e consiglieresti a chi non l’ha mai visitata?

Il tratto lagunare sul quale si affaccia il comune di Elmas è senz’altro il più bello. La presenza della borgata di Giliacquas, il parco e lo scenario naturale rendono il luogo unico. La prima volta che ci sono stata mi ha fatto pensare all’ambientazione dei romanzi di Verga. La presenza dei pescatori e l’attività legata alla pesca fa si che siano presenti piccoli moli e punti di attracco per le tipiche imbarcazioni della Laguna, i “cius”. Il borgo conserva ancora il fascino della vita in laguna.

LEGGI ANCHE:  La prima di mister Mazzarri ad Asseminello.
Un approdo per pescatori nel borgo di Giliacquas, Comune di Elmas. Foto Credits Marina Federica Patteri

Trovo molto affascinante anche il lato lagunare vicino all’area di “Sa Illetta” oltre che per la presenza della Chiesa dedicata a San Simone, perché da lì si ha la possibilità di ammirare la città di Cagliari in tutta la sua bellezza. Certamente meno frequentata rispetto alla zona di Elmas ma consigliata a chi cerca pace e tranquillità a due passi dal caos della città.

Prossimi progetti in cantiere?

Sicuramente “Voci dalla Laguna” non si esaurirà nel momento in cui termineranno le esposizioni fotografiche ma sarà tenuto per così dire vivo anche grazie alla presenza del libro. Il volume, infatti, grazie ai codici QR di cui parlavo prima, sarà in costante aggiornamento e raccoglierà i nuovi materiali su Santa Gilla.

Per rispondere alla domanda, volendo dare continuità a quanto già realizzato, intendo dedicare il mio prossimo racconto fotografico al quartiere cagliaritano di Sant’Avendrace che, malgrado la sua storia antica e straordinaria, non ha mai ricevuto l’attenzione che avrebbe meritato. Vorrei anche sottolinearne il legame con la Laguna sulle cui rive in passato si affacciava e dove, ancora oggi, sopravvivono alcune casette caratteristiche un tempo dimora dei pescatori della Laguna.

Non nascondo, infine, che mi piacerebbe far conoscere la nostra Laguna al di fuori della regione e, perché no, ambire a un gemellaggio culturale e artistico con altre lagune quali Marano, Grado, Caorle.