17 Marzo 2026
CulturaPolitica

Violenza digitale, Matteo Flora: “Per le vittime, un trauma reale e perpetuo”

Nel corso dell’audizione alla Camera della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, Matteo Flora, presidente dell’associazione PermessoNegato, ha portato l’esperienza di una delle realtà più attive in Europa nel contrasto alla violenza digitale. Fondata nel 2019, l’associazione offre supporto tecnologico e legale alle vittime di violenza online, ed è diventata in pochi anni un punto di riferimento per chi subisce abusi in rete.

Flora ha ribadito che “la violenza online è reale, non è virtuale”, e ha sottolineato che attualmente mancano dati completi per comprendere e arginare il fenomeno: “I numeri ufficiali rappresentano solo una frazione delle vittime, quelle che hanno avuto la forza di superare la vergogna e la paura di non essere credute”.

Reiterazione e normalizzazione della violenza online.

Il presidente di PermessoNegato ha spiegato che a preoccupare è anche il fenomeno della reiterazione della violenza online: “Il 5% degli italiani ammette di aver ricondiviso contenuti intimi altrui e l’84% di loro dichiara che lo rifarebbe. Questo perché manca la percezione del reato: la violenza è stata normalizzata“.

Flora ha invitato a cambiare linguaggio e prospettiva: “Smettiamo di parlare di vergogna o imbarazzo: per le vittime è un trauma. E la violenza digitale è un trauma perpetuo, perché i contenuti online possono riemergere all’infinito, in un loop senza fine”.

Intelligenza artificiale e nuove forme di abuso.

Nel corso dell’intervento Flora ha poi richiamato l’attenzione sull’impatto dell’intelligenza artificiale nelle nuove forme di violenza. “Oggi non servono più foto intime reali”, ha avvertito, “Bastano immagini prese dai social per alimentare applicazioni che spogliano digitalmente le persone. È una violenza che può trasformare chiunque in un carnefice”.

Ha poi evidenziato come, soprattutto nelle chat online illecite, il materiale intimo sia diventato una sorta di “valuta sociale”, alimentando una cultura dell’abuso e disumanizzazione. Per Flora inoltre è fondamentale individuare e fermare la pubblicità involontaria di gruppi illegali sul web, perché “nominarli rivittimizza e ne aumenta la diffusione”.

Violenza digitale, servono formazione e protocolli operativi.

Secondo Flora, la risposta istituzionale non è ancora all’altezza della gravità del fenomeno. Per questo PermessoNegato ha chiesto l’istituzione di un protocollo nazionale e una formazione obbligatoria per le forze dell’ordine, sia sul piano tecnico, per la rimozione dei contenuti online, sia su quello psicologico, per garantire un approccio competente e rispettoso nei confronti delle vittime.

Foto di Andreas Lischka da Pixabay.com