Violenza contro le donne: le iniziative della Polizia di Stato a Cagliari.

Anche a Cagliari la Polizia di Stato sarà oggi tra la gente in Piazza Garibaldi a partire dalle ore 16:00, per richiamare l’attenzione della cittadinanza sulla violenza di genere. L’evento si svolgerà nell’ambito della campagna permanete della Polizia di Stato “…Questo non è Amore”.

In piazza per tutto il pomeriggio ci sarà l’equipe multidisciplinare del “Progetto Camper – Il camper della Polizia di Stato contro la violenza di genere”, che ha come finalità la creazione di un contatto diretto con psicologi, medici, poliziotti e operatori dei centri antiviolenza, pronti sia a raccogliere le testimonianze di chi, spesso, ha paura di denunciare o di varcare la soglia di un ufficio di Polizia, ma anche a fornire informazioni sui possibili strumenti di tutela contro questi reati.

Ci saranno, inoltre, gli specialisti del Gabinetto Regionale della Polizia Scientifica con il Fullback (il laboratorio mobile della Polizia Scientifica) e gli operatori della Polizia Postale, per parlare anche di quella violenza commessa attraverso internet, che non ferisce il fisico ma lede la sfera più intima della persona, offendendo e umiliando la vittima a tal punto che la vergogna può condurla a fare del male a sé stessa.

Nell’anno in corso, in Italia, gli ammonimenti irrogati sono aumentati sensibilmente: quelli per violenza domestica, ricordano dalla Polizia di Stato, addirittura del 50%: “Il soggetto ammonito, nel 70% circa dei casi, era un partner o un ex-partner”.

Dal 2020 ad oggi sono stati oltre 7.500 i soggetti a cui è stato notificato l’ammonimento per violenza domestica o atti persecutori: solo 1 di questi si è reso autore di quello che può essere definito “femminicidio”, un termine spesso abusato, che finisce per ricomprendere tutti gli omicidi di donne, – anche quelle uccise per pietas o interesse economico – ma che invece è doveroso circoscrivere a quei casi dove le vittime sono “donne uccise in quanto donne”, secondo la definizione della Convenzione di Istanbul.

Polizia
Polizia

Dai dati raccolti dalle Divisioni Anticrimine delle Questure, che ricostruiscono ogni singolo evento analizzando il movente dell’omicidio, emerge che le vittime di “femminicidio” sono il 34% di tutte le donne uccise, (gennaio-novembre 2021/gennaio-novembre 2022); nello stesso periodo, il numero di femminicidi si rivela in forte diminuzione (-26,1%), più di un quarto in meno rispetto all’anno scorso; è fortemente significativo, inoltre, che nello stesso periodo gli ammonimenti sono aumentati della metà.    

LEGGI ANCHE:  BJJ Summer Week, in arrivo a Cagliari oltre 600 atleti internazionali.

Grazie al Protocollo Zeus, ormai operativo in 54 Questure, l’azione di prevenzione della Polizia di Stato prosegue anche dopo la notifica dell’ammonimento, poiché al destinatario del provvedimento è offerta la possibilità di intraprendere un percorso virtuoso di “recupero”, precipuamente finalizzato a far maturare nell’interessato la consapevolezza del disvalore del proprio comportamento, usufruendo delle capacità specifiche di professionisti impiegati nei Centri dedicati agli autori di comportamenti violenti o persecutori.

Inoltre, alcuni di questi protocolli prevedono l’operatività di strumenti di “follow up”, che potremmo definire la “nuova frontiera” della prevenzione, dal momento che le situazioni più pericolose sono assoggettate ad un costante monitoraggio congiunto operato dalle Divisioni Anticrimine delle Questure e dai Centri per il recupero dei maltrattanti, il cui risultato informativo potrà mettere in condizione l’Autorità di Pubblica Sicurezza di adottare le iniziative necessarie per prevenire la commissione di gravi reati, come l’adozione di misure di prevenzione più incisive (es. la Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza) oppure l’attivazione di servizi di vigilanza specifici per le donne in pericolo.

La Polizia Postale e delle Comunicazioni, lo scorso anno ha trattato 203 casi di stalking perpetrato anche attraverso l’uso della rete, contro i 151 dell’anno 2020, con un incremento pari al 34%.

Su 203 casi trattati nel 2021, che hanno portato ad indagare 76 persone, il 75% delle vittime sono state donne (137 adulte e 15 minorenni).

Su 115 casi trattati dal 1 gennaio 2022 al 30 settembre 2022, che hanno portato ad indagare 48 persone, il 64% delle vittime sono state donne (64 adulte e 10 minorenni).

Per quanto concerne il reato di molestie perpetrato attraverso l’uso della rete lo scorso anno sono stati trattati 706 casi contro i 532 dell’anno 2020, con un incremento pari al 33%.

Su 706 casi trattati nel 2021, che hanno portato ad indagare 112 persone, il 65% delle vittime sono state donne (415 adulte e 44 minorenni).

Su 430 casi trattati dal 1 gennaio 2022 al 30 settembre 2022, che hanno portato ad indagare 40 persone di cui 3 tratte in arresto, il 66% delle vittime sono state donne (259 adulte e 25 minorenni).

Lamberto Giannini
Lamberto Giannini

Il Revenge Porn lo scorso anno ha fatto registrare 265 casi contro i 126 dell’anno 2020, con un incremento pari al 110%. Su 265 casi trattati nel 2021, che hanno portato ad indagare 120 persone di cui 4 tratte in arresto, il 79% delle vittime sono state donne (185 adulte e 25 minorenni).

LEGGI ANCHE:  TERRITORI. Le tracce della Guerra in via Roma.

Nei primi nove mesi di quest’anno i casi trattati sono già 137 che hanno portato ad indagare 52 persone. Il 77% delle vittime sono state donne (125 adulte e 12 minorenni).

La Sextortion pur essendo un fenomeno che vede come vittime prevalentemente gli uomini, dall’analisi dei dati dello scorso anno si è riscontrato un trend in aumento per quanto concerne le donne che sono passate da 151 casi del 2020 a 194 del 2021 con un incremento pari al 28%.

Nei primi nove mesi del 2022 le vittime sono 1128 di cui 194 sono state donne.

Nel territorio della storica Provincia di Cagliari, invece, si è registrato un andamento stabile nel numero dei c.d. “spia”, ossia che indicano l’andamento del fenomeno criminale della violenza di genere, con una tendenziale diminuzione di alcuni di essi. Considerando il periodo di tempo da gennaio a settembre, nel 2022 si sono verificati 223 episodi di atti persecutori, mentre durante gli stessi mesi del 2021 sono stati 221; 247 i maltrattamenti contro i famigliari e i conviventi, circa il 18% in meno rispetto all’anno precedente, in cui, sempre da gennaio a settembre si sono verificati 300 fatti dello stesso reato. 34 quest’anno i casi di violenza sessuale con vittime di sesso femminile, uno in meno rispetto all’anno precedente

Tra i femminicidi commessi, invece, sempre considerando il periodo gennaio-settembre, nel 2022 non ci sono state vittime (ad ottobre una vittima), mentre nel 2021 una sola vittima nello stesso periodo. Una vittima donna di tentato omicidio nel 2022, mentre nell’anno precedente 2 donne hanno subito questo reato.

109 le donne vittime di lesioni dolose da gennaio a settembre 2022, il 20% in meno rispetto all’anno scorso, in cui si sono registrate 135 vittime; circa il 20% in meno anche le donne vittime di minacce, che sono state 210 nel 2022 e 260 nel 2021.

Riguardo l’attività di prevenzione e in particolare lo strumento dell’ammonimento del Questore, è rilevante il dato registrato nell’ultimo trimestre. Da settembre a novembre sono stati 7 i provvedimenti di ammonimento emessi, (6 per atti persecutori e uno per violenza domestica), mentre nello stesso periodo dello scorso anno sono stati emessi 4 provvedimenti per atti persecutori. Altre 6 istanze di ammonimento sono in fase di definizione e il provvedimento verrà emesso a breve. Un dato, questo, indice di maggior consapevolezza e diffusione della conoscenza di questo strumento, l’ammonimento del Questore, che consente una tutela rapida e anticipata rispetto al procedimento penale.

LEGGI ANCHE:  Giornata europea per la protezione dei minori. Domani attività per studenti in 100 capoluoghi.

Per quanto riguarda il Protocollo Zeus, protocollo che la Questura di Cagliari (seconda in Italia dopo la questura di Milano) ha siglato con il C.I.P.M Sardegna nel 2020 e rinnovato lo scorso anno fino al 2024,

Nel corso del primo anno in cui il Protocollo è stato in vigore, il 63% dei soggetti ammoniti si è presentato ai colloqui con i professionisti del C.I.P.M, intraprendendo un percorso di recupero e solo una bassa percentuale di questi, appena l’8 %  ha continuato a porre in essere condotte violente e persecutorie che hanno portato ad arresti in flagranza o all’applicazione di misure cautelari da parte dell’Autorità Giudiziaria, quali il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, gli arresti domiciliari o la custodia in carcere. Coloro che invece non hanno aderito al protocollo ZEUS nel 29 % dei casi hanno reiterato nella condotta persecutoria. Un bilancio positivo, dunque, considerando anche il fatto che l’adesione al percorso trattamentale è del tutto volontaria e sotto questo profilo decisiva è stata la capacità professionale espressa dagli operatori della Divisione Anticrimine della Questura che, in sede di notifica dell’Ammonimento del Questore, accompagnano il destinatario del provvedimento nel processo di recupero.

Questura, foto Sardegnagol, riproduzione riservata
Questura, foto Sardegnagol, riproduzione riservata

“Le donne e gli uomini della Polizia di Stato sono quotidianamente impegnati a mettere in campo ogni risorsa necessaria per combattere la violenza contro le donne, analizzando il fenomeno sotto tutti i punti di vista, cercando di individuarne le cause per poter intervenire in tempo, prima che sia troppo tardi”. Queste le parole del Capo della Polizia, Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Lamberto Giannini, che ha altresì sottolineato l’investimento continuo nella formazione di tutti gli operatori”, per consentire di “intercettare le condizioni di sofferenza delle donne e dei loro figli in modo da riuscire a mettere in campo tutti gli strumenti di intervento a disposizione”.