14 Marzo 2026
EuropaPolitica

Violenza contro le donne. A due anni dalla ratifica UE della Convenzione di Istanbul cosa è cambiato?

Ogni anno, il 25 novembre, la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne richiama l’attenzione globale su un fenomeno ancora diffuso e sottovalutato. In questa ricorrenza, l’Unione europea presenta il suo primo rapporto di valutazione sull’attuazione della Convenzione di Istanbul, ratificata nel 2023. La lotta alla violenza di genere resta una priorità UE, mentre il Parlamento europeo chiede di compiere passi avanti, incluso il riconoscimento della violenza di genere come crimine europeo.

Violenza contro le donne: il quadro globale ed europeo.

Secondo UN Women, una donna su tre nel mondo, sopra i 15 anni, ha subito almeno una volta violenza fisica o sessuale, spesso da parte di un partner attuale o passato. Accanto alla violenza offline cresce quella digitale: dalle campagne diffamatorie ai deepfake, fino alle minacce online che colpiscono soprattutto donne con visibilità pubblica.

La violenza contro le donne è definita come una violazione dei diritti umani con una dimensione specificamente legata al genere: comprende forme fisiche, psicologiche ed economiche, e si manifesta sia nella vita reale sia online. Le conseguenze sono profonde e durature, non solo sulle vittime ma sull’intera società.

Nell’UE, una recente indagine ha rilevato che il 31% delle donne ha subito violenze almeno una volta nella vita, e una su dieci negli ultimi cinque anni. Nonostante l’aumento delle denunce, la maggioranza dei casi rimane sommersa.

Un’altra forma di violenza è la tratta di esseri umani: quasi due terzi delle vittime nell’UE sono donne, in molti casi sfruttate sessualmente. Tra le espressioni più estreme figura il femminicidio: nel 2023, nei 17 Stati membri che hanno fornito dati, due terzi delle oltre mille donne uccise in ambito familiare erano vittime di partner o parenti stretti. Alcuni Paesi — tra cui Belgio, Croazia, Cipro, Italia e Malta — hanno introdotto norme specifiche per contrastarlo.

L’azione dell’Unione europea.

La lotta alla violenza di genere – si legge in un recente studio di Ionel Zamfir – è un pilastro della Strategia europea per la parità di genere 2020-2025. Un passo decisivo è stato l’intervento normativo del 2024, quando l’UE ha adottato una direttiva dedicata alla lotta contro la violenza sulle donne e la violenza domestica. La direttiva criminalizza le mutilazioni genitali femminili, i matrimoni forzati e diverse forme di cyberviolenza. Ancora, rafforza protezione, prevenzione e accesso alla giustizia e aggiorna la normativa sulla tratta, rendendo reato l’utilizzo consapevole dei servizi offerti da vittime di sfruttamento.

La Convenzione di Istanbul e la sua valutazione.

La ratifica UE dell’Istanbul Convention nel 2023 ha rappresentato un traguardo storico. Due anni dopo, la Commissione presenta il primo rapporto di valutazione, analizzando le misure legislative e operative adottate dall’Unione.

La Convenzione si applica alle materie di competenza esclusiva dell’UE — istituzioni europee, cooperazione giudiziaria penale, asilo e non-refoulement — e diventa vincolante anche per i cinque Stati membri che non l’hanno ancora ratificata. Ad aprile 2025, la Commissione ha illustrato la procedura di valutazione; il 6 novembre, le commissioni parlamentari LIBE e FEMM hanno discusso i progressi insieme alla Commissione.

La lotta alla violenza contro le donne è sostenuta anche dal programma CERV (2021-2027) e dalla sua componente Daphne. Per il periodo post-2027, la Commissione propone di integrare queste azioni nel nuovo programma Agora, con un mandato più ampio.

La posizione del Parlamento europeo.

Il Parlamento europeo è da anni in prima linea nel chiedere un intervento più ambizioso. Ha infatti sostenuto con forza la ratifica della Convenzione di Istanbul, chiesto di classificare la violenza di genere come crimine UE ai sensi dell’art. 83 TFUE, invocato una direttiva completa sulla violenza contro le donne e sollecitato il riconoscimento del femminicidio come reato autonomo.

Attualmente, le commissioni LIBE e FEMM stanno preparando un rapporto d’iniziativa sul ruolo del consenso nelle legislazioni sullo stupro, in linea con gli standard della Convenzione di Istanbul.

Il 13 novembre 2025, il Parlamento ha approvato una risoluzione con la sua visione per la strategia europea di parità di genere post-2025, ribadendo la necessità di tutelare le vittime, affrontare le discriminazioni intersezionali e intervenire anche sul fenomeno della violenza di genere sul luogo di lavoro.

Un’ulteriore risoluzione, approvata nell’ottobre 2025, ha confermato la lotta alla violenza contro le donne come uno dei principi centrali della futura “roadmap” UE per i diritti delle donne.

foto Geralt, da unsplash.com