Violenza contro i drusi in Siria e Bruxelles ricopre di euro il regime di al-Sharaa.
Le violenze contro la comunità drusa nella provincia siriana di Suwayda sono finite al centro di un’interrogazione parlamentare rivolta alla Commissione europea, che solleva dubbi sulla credibilità delle autorità di transizione siriane e sulla posizione dell’Unione europea nei loro confronti.
Secondo quanto riportato nell’interrogazione, presentata da un gruppo trasversale di eurodeputati guidati da Rihards Kols (ECR), nel luglio 2025 Suwayda sarebbe stata teatro di violenza coordinata da parte delle forze governative e di tribù beduine sunnite. Gli scontri avrebbero provocato oltre 1.400 morti e sfollamenti di massa, con segnalazioni di esecuzioni extragiudiziali, distruzione di proprietà e attacchi deliberati contro strutture sanitarie.
I firmatari parlano di un possibile schema di pulizia settaria, che richiamerebbe precedenti atrocità commesse contro le comunità alawite e druse, attribuendo la responsabilità alle forze fedeli al governo di transizione siriano guidato da Ahmed al-Sharaa. Secondo l’interrogazione, invece di promuovere l’accertamento delle responsabilità, le autorità di transizione avrebbero emarginato la popolazione drusa dal processo politico, escludendola dai meccanismi di selezione parlamentare, mentre l’accesso umanitario alla regione resterebbe limitato e la provincia sarebbe di fatto sottoposta a un assedio de facto.
Gli eurodeputati chiedono quindi se la Commissione ritenga il governo di transizione siriano un partner credibile alla luce delle presunte atrocità settarie e quali misure intenda adottare per garantire un accesso umanitario sicuro e senza ostacoli alla popolazione drusa di Suwayda.
Nella risposta ufficiale ieri, l’Alto rappresentante dell’Ue, Kaja Kallas, ha ribadito che “l’impegno dell’Unione nei confronti delle autorità di transizione siriane è subordinato al loro impegno a favore del popolo siriano, della pace e di una transizione politica inclusiva, capace di garantire pari diritti a tutti i cittadini, indipendentemente dall’origine etnica o religiosa”. Nel frattempo, però, si stanziano miliardi di euro per la Siria guidata dal terrorista al-Sharaa.
“L’UE – prosegue la Kallas – ha espresso profonda preoccupazione per gli scontri a Suwayda e ha condannato con fermezza le gravi violazioni del diritto internazionale umanitario, comprese le uccisioni sommarie di civili disarmati. Bruxelles ha inoltre sottolineato che tutti i responsabili delle violenze devono essere chiamati a rispondere delle proprie azioni, sostenendo il lavoro dei meccanismi internazionali di indagine, inclusa la Commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite sulla Siria”.
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