11 Settembre 2026
Europa

Vigili del fuoco in Europa: 372mila professionisti bastano a fronteggiare le fiamme che divorano il continente?

Mentre le campagne di mezza Europa bruciano sotto ondate di calore sempre più frequenti e incendi sempre più estesi, l’Eurostat pubblica un dato che merita più di una riflessione distratta: nel 2025 l’Unione europea poteva contare su appena 372.400 vigili del fuoco professionisti, pari allo 0,18% dell’occupazione totale.

Una cifra che, messa a confronto con le immagini di boschi in fiamme e paesi evacuati che tornano puntualmente ogni estate sui nostri schermi, lascia più di un dubbio sulla sua reale adeguatezza.

Il dato aggregato europeo, del resto, nasconde disparità enormi tra Stato e Stato. In cima alla classifica troviamo la Grecia, con lo 0,47% di vigili del fuoco sul totale degli occupati, seguita da Croazia (0,43%) e Portogallo (0,33%): non a caso, tre dei Paesi mediterranei più colpiti ogni anno dagli incendi boschivi, dove l’investimento in personale antincendio appare quantomeno proporzionato alla minaccia.

Vigili-del-fuoco, foto Eurostat
Vigili del fuoco in Europa, foto Eurostat

Ma scorrendo la classifica verso il basso si scoprono situazioni ben più fragili: Paesi Bassi (0,05%), Austria (0,07%) e Svezia (0,10%) chiudono la graduatoria, con percentuali che sembrano quasi trascurare il rischio, in un continente dove ondate di calore e siccità non risparmiano più nemmeno il Nord Europa. E l’Italia? Si colloca a metà classifica, con lo 0,18%, esattamente in linea con la media Ue: un dato che non consola granché, considerando quanto il nostro Paese sia tra i più esposti agli incendi estivi lungo tutta la Penisola.

Ma il numero complessivo di effettivi non è l’unico interrogativo che questi dati sollevano. C’è una seconda questione, forse ancora più delicata: quella dell’età media di chi indossa la divisa e va materialmente a spegnere le fiamme. Secondo Eurostat, i servizi antincendio europei si affidano a un personale relativamente giovane rispetto alla media occupazionale: il 74,7% dei vigili del fuoco ha meno di 50 anni, contro il 64,4% registrato nell’occupazione complessiva.

Un dato apparentemente rassicurante, se non fosse che, spacchettando la torta anagrafica, emerge che oltre un quarto del personale , il 25,3%, ha comunque superato la soglia dei 50 anni, mentre la fascia più giovane, quella tra i 15 e i 29 anni, si ferma a un modesto 14,4%. Il grosso della truppa, il 33,6%, si concentra nella fascia 40-49 anni, seguita dal 26,7% tra i 30 e i 39.

Numeri che pongono una domanda tutt’altro che retorica: è davvero sostenibile che un mestiere fisicamente estremo come quello del vigile del fuoco, che richiede scatti, resistenza allo sforzo prolungato, capacità di indossare per ore attrezzature pesanti sotto temperature altissime, veda un quarto dei propri effettivi over 50, con un ricambio generazionale che fatica visibilmente a tenere il passo? Se il trend demografico dovesse proseguire, tra qualche anno l’Europa rischierebbe di trovarsi a fronteggiare incendi sempre più violenti con una forza lavoro sempre più anziana, proprio mentre il fabbisogno di personale fresco e allenato cresce di pari passo con l’intensità della crisi climatica. Un cortocircuito che i numeri di Eurostat, letti in controluce rispetto alle fiamme che ogni estate divorano ettari di foreste e campagne europee, rendono difficile ignorare.