Vertice UE-Cina a Pechino: dialogo aperto ma crescono le tensioni su commercio, diritti umani e Ucraina.
Si è tenuto oggi a Pechino il 25° Vertice tra l’Unione Europea e la Repubblica Popolare Cinese, in occasione del 50° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Bruxelles e Pechino. A rappresentare l’UE, il presidente del Consiglio europeo António Costa, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen e l’Alta rappresentante per gli Affari esteri Kaja Kallas. Le delegazioni europee hanno incontrato il presidente cinese Xi Jinping e, successivamente, il premier Li Qiang.
L’incontro ha toccato un’ampia gamma di temi, dai rapporti bilaterali al contesto geopolitico internazionale. L’Unione Europea ha ribadito l’importanza di un rapporto costruttivo con la Cina, sottolineando la volontà di rafforzare la cooperazione su sfide globali condivise, a partire dalla lotta al cambiamento climatico. Tuttavia, Bruxelles ha chiarito che l’approfondimento del dialogo dovrà tradursi in risultati concreti, in particolare in ambito economico, chiedendo maggiore equità e reciprocità nei rapporti commerciali.
Sul tavolo anche la guerra in Ucraina. L’UE ha definito l’aggressione russa non solo una minaccia per Kyiv, ma un attacco all’ordine internazionale. Ha chiesto a Pechino, in quanto membro permanente del Consiglio di Sicurezza ONU, di non fornire sostegno materiale alla macchina bellica russa e di usare la propria influenza per promuovere una pace giusta, nel rispetto della Carta delle Nazioni Unite. Bruxelles ha inoltre espresso allarme per il coinvolgimento della Corea del Nord nel conflitto, che rappresenta un rischio crescente per la sicurezza globale.
Il commercio resta uno dei nodi più sensibili. Nel 2024, gli scambi tra UE e Cina hanno raggiunto i 730 miliardi di euro, ma il deficit commerciale europeo – pari a 305 miliardi – è giudicato insostenibile. L’UE ha chiesto un riequilibrio della relazione, sollevando preoccupazioni su distorsioni strutturali, eccessi di capacità produttiva e ostacoli all’accesso al mercato cinese. Bruxelles ha esortato Pechino ad agire concretamente in settori chiave come carne, cosmetici e farmaceutici, a cessare le ritorsioni commerciali e a rimuovere i limiti all’esportazione di terre rare e magneti permanenti.
Nonostante le tensioni, il vertice ha visto anche elementi di cooperazione. In particolare, le parti hanno concordato una dichiarazione congiunta sul clima e ribadito l’impegno a guidare l’azione globale per la riduzione delle emissioni, anche in vista della COP30. L’UE ha chiesto alla Cina maggiore ambizione nei propri obiettivi di riduzione entro il 2035, un maggiore contributo finanziario internazionale e la partecipazione all’iniziativa Global Methane Pledge. Concordata anche una cooperazione sul trattato globale per l’inquinamento da plastica.
Tra i risultati concreti registrati dall’ultimo vertice del dicembre 2023 figurano il rafforzamento della cooperazione sui sistemi di scambio di emissioni, una nuova roadmap per l’economia circolare, un piano d’azione sulla politica regionale, un dialogo rinnovato sulla regolamentazione finanziaria e l’estensione della protezione delle indicazioni geografiche da 200 a 550 prodotti.
Il confronto ha toccato anche temi digitali e di sicurezza. L’UE ha denunciato la mancanza di reciprocità nell’accesso al mercato digitale cinese e ha espresso preoccupazioni per le regole opache sui dati e per le attività cibernetiche ostili di origine cinese. Sul fronte dei diritti umani, Bruxelles ha rinnovato le critiche alle condizioni in Tibet e Xinjiang, alla repressione di attivisti e minoranze, nonché al deterioramento delle libertà fondamentali a Hong Kong. La recente sessione del dialogo UE-Cina sui diritti umani, tenutasi il 13 giugno a Bruxelles, ha consentito un confronto approfondito anche su casi individuali.
Infine, l’Unione ha ribadito la propria politica dell’“Una sola Cina”, ma ha espresso forte preoccupazione per le crescenti tensioni nello Stretto di Taiwan e nel Mar Cinese Meridionale e Orientale, condannando ogni tentativo unilaterale di modificare lo status quo con la forza.
