Verso la guerra totale? Hegseth: “La pace passa dalla forza. L’America torni a costruire potenza militare”.
“La pace si garantisce solo attraverso la forza”. Con questo messaggio il segretario alla Guerra degli Stati Uniti, Pete Hegseth, ha inaugurato in Virginia, l’“Arsenal of Freedom Tour”, una campagna dell’amministrazione Trump dedicata al rilancio dell’industria militare americana e alla ricostruzione della supremazia strategica degli Stati Uniti.
Parlando ai lavoratori del cantiere navale di Newport News Shipyard, Hegseth ha ringraziato ingegneri, operai e tecnici definendoli “il cuore della potenza militare americana”. “Alcuni di voi indossano una divisa, altri un casco da lavoro – ha detto – ma tutti contribuite direttamente alla sicurezza del Paese”.
Il segretario ha rivendicato quello che ha definito un “record storico di arruolamenti” e ha annunciato investimenti senza precedenti nelle forze armate, superiori al trilione di dollari, destinati non solo a nuovi mezzi ma anche al personale. “La nostra missione è semplice: rendere l’esercito statunitense la forza combattente più letale del pianeta”, ha affermato.
Nel suo intervento, Hegseth ha delineato i tre pilastri della nuova strategia militare americana: il rilancio dell’“ethos del guerriero”, la ricostruzione delle capacità militari con equipaggiamenti di ultima generazione e il ripristino di una deterrenza “così credibile da scoraggiare qualsiasi nemico”. In questo quadro, ha annunciato l’abbandono delle politiche di diversità e inclusione nelle forze armate, giudicate “distrazioni”, per tornare a “standard, disciplina e prontezza operativa”.
Il segretario ha poi attaccato le precedenti amministrazioni, accusate di aver accettato una “decadenza gestita” del potere americano, citando il ritiro dall’Afghanistan, la guerra in Ucraina e la crisi in Medio Oriente come segnali di debolezza. “Quel periodo è finito”, ha dichiarato, rivendicando le recenti operazioni militari contro gli Houthi, l’Iran e in Venezuela come esempi di una deterrenza tornata “assoluta”.
Ampio spazio è stato dedicato al dominio marittimo. Hegseth ha annunciato la nascita della “Golden Fleet”, un ambizioso programma di riarmo navale che prevede la costruzione di una nuova generazione di navi da guerra e sottomarini, tra cui le future corazzate “Trump-class”. «Il controllo dei mari non è negoziabile», ha affermato, indicando il sottomarino USS Oklahoma come simbolo della rinascita industriale e militare del Paese.
Il segretario ha anche promesso una riforma radicale del rapporto tra Stato e industria della difesa: stop ai contratti con ritardi e sforamenti di costi, premi alle aziende che consegneranno mezzi “in tempo e nel rispetto dei budget”, investendo su lavoratori e capacità produttiva piuttosto che su dividendi e compensi ai vertici.
“Una nazione che non costruisce è una nazione destinata a perdere”, ha concluso Hegseth, ribadendo che l’obiettivo dell’amministrazione Trump non è “cercare la guerra”, ma essere pronti a vincerla per impedirla. “Stiamo ricostruendo l’arsenale della libertà – ha detto – per garantire sicurezza e pace alle prossime generazioni”.
photo by U.S. Navy Petty Officer 1st Class Alexander Kubitza
