Venezuela, Budapest attacca Bruxelles: “La posizione dell’Ue rivela una profonda crisi della politica estera comune”.
Il governo ungherese critica duramente la presa di posizione dell’Unione europea sulla crisi in Venezuela, definendola il segnale di una “profonda crisi” della politica estera comune del blocco. A intervenire è stato il ministro ungherese per gli Affari europei, János Bóka, che lunedì ha contestato il contenuto della dichiarazione diffusa dall’Alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas.
“Al di là dell’espressione di auspici vaghi, l’Unione europea non ha un messaggio reale né una strategia per la regione ed è incapace di definire i propri interessi nella nuova era della competizione tra grandi potenze”, ha affermato Bóka in una dichiarazione rilanciata dal portavoce del governo, Zoltán Kovács, sui social.
Secondo il ministro, la nota diffusa domenica da Kallas “espone chiaramente la profonda crisi della politica estera comune dell’Ue”. Il riferimento è alla dichiarazione sottoscritta da 26 Stati membri – tutti tranne l’Ungheria – che ha invitato alla calma e alla moderazione dopo la recente azione militare degli Stati Uniti in Venezuela, culminata con la cattura del presidente Nicolás Maduro e il suo trasferimento a New York per rispondere di accuse legate al traffico di droga.
Nel documento, l’Ue ha ricordato che “in ogni circostanza devono essere rispettati i principi del diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite”. Una posizione che Budapest giudica inefficace e priva di peso. “Senza strumenti né influenza – ha aggiunto Bóka – l’Unione europea ha finora fallito nel diventare un attore significativo sulla scena internazionale, e non si intravedono cambiamenti”.
Per il ministro ungherese, la dichiarazione di Kallas rappresenta “un segnale di debolezza e una fondamentale incomprensione della trasformazione delle relazioni internazionali”. L’Ungheria, ha sottolineato, sta invece “facendo il proprio dovere”, adottando tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza dei cittadini ungheresi in Venezuela, tutelare l’approvvigionamento energetico nazionale e monitorare attentamente l’evoluzione della situazione.
Secondo lo stesso Orbán, Bruxelles è intervenuta su una questione sulla quale non dispone «né di un’influenza significativa né di un reale potere di leva», e che peraltro sarebbe già stata definita. Richiamando precedenti dichiarazioni del premier ungherese, ha ricordato che “il crollo di qualsiasi narco-Stato è motivo di sollievo”, ribadendo al tempo stesso che l’Ungheria non sostiene la creazione di una politica estera comune dell’Ue, poiché i Trattati assegnano tale competenza agli Stati nazionali.
“Per questo – ha concluso – l’Ungheria non parteciperà a dichiarazioni che tentano di elevare al livello europeo decisioni di politica estera che spettano alle competenze nazionali”.
foto thewhitehouse.gov
