15 Settembre 2026
Europa

Varsavia porta l’accordo UE-Mercosur davanti alla Corte di Giustizia europea

Non poteva andare diversamente. Non si è dovuto attendere troppo tempo prima del ricorso di una nazione europea contro l’azione unilaterale (e sprezzante verso il Parlamento europeo) della Commissione europea per l’adozione in “via provvisoria” dell’accordo di libero scambio tra l’Ue e il Mercosur.

La Polonia di Donald Tusk è infatti passata dalle parole ai fatti, portando l’accordo di libero scambio alla Corte di Giustizia dell’UE. Ad annunciarlo è stato il vicepremier Wladyslaw Kosiniak-Kamysz, precisando che il governo polacco ha già approvato la mozione per presentare il ricorso al massimo organo giurisdizionale del blocco comunitario.

“Abbiamo già ottenuto clausole di salvaguardia per gli agricoltor”, ha dichiarato Kosiniak-Kamysz, intervenuto sull’emittente pubblica TVP World.

Un accordo contestato e bocciato dal Parlamento europeo.

L’intesa tra l’UE e il Mercosur, il blocco sudamericano che raggruppa Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, è stata firmata a gennaio, dopo quasi venticinque anni di trattative. I sostenitori dell’accordo lo descrivono come un passo storico, destinato a creare una delle più grandi zone di libero scambio al mondo e a rafforzare i legami commerciali tra le due sponde dell’Atlantico.

Tuttavia, in Polonia (e non solo in Ue) l’accordo ha suscitato reazioni di forte opposizione, in particolare tra gli agricoltori, che temono di non poter reggere la concorrenza delle importazioni agricole sudamericane spesso più economiche. Varsavia ha ripetutamente sollevato preoccupazioni circa l’impatto dell’intesa sulla produzione agricola locale, sulla sicurezza alimentare e sugli standard qualitativi, chiedendo garanzie aggiuntive a tutela del comparto.

Lo scontro sulle procedure.

La tensione si è ulteriormente acuita ad aprile, quando il ministro dell’Agricoltura polacco aveva criticato apertamente le modalità con cui l’accordo era stato concluso, accusando Bruxelles di aver accelerato i tempi aggirando le normali procedure di ratifica nazionale. Varsavia si è opposta anche all’entrata in vigore provvisoria dell’intesa a partire dal primo maggio.

La Polonia non è l’unico Paese a nutrire riserve: diversi Stati membri dell’UE hanno espresso preoccupazioni simili, legate agli standard ambientali e al rischio di una concorrenza sleale per gli agricoltori europei. Il ricorso alla Corte di Giustizia segna però un’escalation significativa, trasformando quella che finora era stata una battaglia politica in un confronto legale ai vertici delle istituzioni comunitarie.

foto Source EC – Audiovisual Service, Cooperators Photographer : Dati Bendo