7 Ottobre 2026
Politica

Variazione di bilancio: i “proclami” per la Sardegna in attesa degli emendamenti puntuali

Come saranno investite le risorse nel prossimo assestamento di bilancio? Si bisserà lo spreco di oltre 220 milioni di euro (registrati e verificabili) visto nel corso del primo anno di mandato del campo largo guidato da Alessandra Todde, finiti per finanziare le solite “sagre di paese”, l’attività di dei vari lobbysti e groupies di partito?

Ad oggi non è dato saperlo: al momento restano solo le retoriche dichiarazioni della Presidente della regione, condivise nell’odierno (e acritico) punto stampa con i giornalisti al termine del vertice di maggioranza.

Si parla, parole della stessa Alessandra Todde, di un provvedimento definito come “una variazione di bilancio politica con priorità condivise centrate su sanità, caro carburanti e costo della vita legato al contesto geopolitico”.

I dubbi, però visti gli elementi in campo, restano specialmente con riferimento alla cosiddetta quota di circa 300 milioni, descritta come “programmabile dal Consiglio regionale attraverso il consueto processo emendativo”. Tradotto, attendiamoci delle tabelle allegate all’assestamento di bilancio “particolarmente allegre”. Si finanzieranno anche a questo giro murales, infissi e parchi auto? Il tempo, come noto, è galantuomo.

La struttura della quota consiliare.

Il punto tecnicamente più rilevante è la dimensione e la modalità di gestione della quota lasciata all’aula. In una variazione di bilancio di questa scala, trasferire oltre 300 milioni alla programmazione consiliare non è una procedura anomala in senso stretto: il Consiglio è organo legislativo titolato a intervenire sulle missioni di spesa, e il processo emendativo è la forma ordinaria attraverso cui questa competenza si esercita.

Ciò che rende interessante (fino a un certo punto) il fenomeno, non solo sono le uscite “malinconiche” delle varie anime minori del campo largo – tutte lamentano la “mancanza di dialogo”, quasi a voler marcare il territorio come un qualsiasi animale da comapgnia -, ma la retorica per le masse che, nei modi e nei toni, esprime disprezzo per l’ignoranza del sardo medio che, nella quotidiana lotta alla sopravvivenza e non potendo contare su mezzi di informazione sostanzialmente di servizio pubblico (tutti hanno bisogno dei fondi regionali), non ha contezza dei passaggi previsti nella cosiddetta consuetudine degli emendamenti puntuali.

La tempistica e le elezioni comunali di giugno.

Il via libera finale del Consiglio è atteso, come indicato da fonti della maggioranza, nel mese di giugno, presumibilmente dopo le elezioni amministrative. Il dato è rilevante per una ragione politica più che ovvia.

Nelle settimane precedenti al voto amministrativo, i consiglieri regionali che hanno collegi sovrapposti ai Comuni in cui si voterà hanno un interesse diretto alla visibilità degli stanziamenti. Non si tratta di una specificità sarda né di questa legislatura: è la meccanica ordinaria della finanza regionale in prossimità di scadenze elettorali locali. L’osservazione non implica illiceità, ma costituisce un dato di contesto che influenza la selezione degli emendamenti prioritari nella negoziazione interna alla maggioranza. Chi può capire , capisca!

Il vertice dell’11 maggio: funzione e contenuti.

Il vertice convocato oggi a Villa Devoto ha avuto, secondo quanto dichiarato, una funzione di allineamento interno. La presidenza Todde lo ha convocato “dopo molti mesi e a quasi metà legislatura” anche in risposta alle pressioni dei partiti minori della coalizione , in particolare Sinistra Futura, che aveva pubblicamente richiesto “un confronto interno strutturato” e decisioni “collettive” anziché frutto di “interlocuzioni isolate”. Qualcuno vuole p”più spazio”.


Il precedente della finanziaria 2025 e il profilo degli emendamenti

La legge di stabilità regionale 2025-2027, approvata il 17 aprile 2025 con un ritardo significativo (con mesi di esercizio provvisorio), aveva registrato dinamiche simili. Interventi irragionevoli nella stragrande maggioranza dei casi che, in perfetta linea di continuità, confermano un processo in cui la polverizzazione della spesa emendativa coesiste con dichiarazioni programmatiche che enfatizzano grandi priorità strutturali. Nei fatti però si butanno risorse e non si fa una seria programmazione nel nome del consenso e del lobbysmo locale.

La questione della trasparenza documentale.

Un elemento che caratterizza strutturalmente il processo di finanza regionale sarda è la difficoltà di accesso tempestivo ai documenti. Le tabelle allegate all’assestamento di bilancio , che contengono la distribuzione effettiva degli stanziamenti per missione e programma , non sono mai pubblicate tempestivamente, ma solo dopo diverse settimane dall’approvazione da parte del Consiglio regionale della Sardegna (dove tutti i “magnifici” di via Roma sanno e conoscono). Solo con queste tabelle, è possibile verificare i “fortunati vincitori” (chiamiamoli così) degli emendamenti puntuali.

Una opacità di fatto sulla quale pure il MEF si è fatto sentire... senza nessuna conseguenza per i nostri rappresentanti regionali.

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