15 Ottobre 2026
Europa

Vaccini Covid e fertilità: la Commissione esclude correlazioni

La relazione tra vaccinazione anti-Covid e fertilità femminile torna al centro del dibattito europeo. Il 27 febbraio 2026 l’eurodeputato austriaco Gerald Hauser ha presentato una interrogazione scritta alla Commissione europea, chiedendo conto di uno studio condotto in Repubblica Ceca che sembrerebbe indicare tassi di concepimento più bassi tra le donne vaccinate contro il coronavirus rispetto a quelle non vaccinate.

Lo studio ceco.

I dati al centro della questione riguardano circa 1,3 milioni di donne ceche tra i 18 e i 39 anni. Secondo lo studio, a partire almeno da giugno 2021, quando la quota di donne vaccinate aveva raggiunto circa il 70% della popolazione femminile in quella fascia d’età, i concepimenti riusciti ogni mille donne erano considerevolmente più bassi nel gruppo vaccinato rispetto a quello non vaccinato, e significativamente al di sotto di quanto ci si sarebbe atteso in proporzione alla loro quota sulla popolazione totale.

Hauser ha ricordato che la stessa Commissione, rispondendo a una sua precedente interrogazione nel settembre 2025, aveva affermato che i dati sulla sicurezza a lungo termine dei vaccini anti-Covid risultavano “molto rassicuranti, anche per quanto riguarda la fertilità”. Di fronte ai dati cechi, il parlamentare ha chiesto a Bruxelles di avviare un’indagine epidemiologica indipendente a livello europeo, di indicare quali altri paesi abbiano pubblicato studi analoghi e di spiegare perché l’opinione pubblica non venga informata in modo proattivo su questa questione.

La risposta della Commissione.

La risposta, firmata dal commissario Várhely il 28 aprile 2026, è netta: sulla base del monitoraggio continuo dei dati di sicurezza provenienti dalle campagne vaccinali di tutto il mondo, non esiste evidenza scientifica di alcuna associazione tra i vaccini anti-Covid e un’alterazione della fertilità, né negli uomini né nelle donne.

La Commissione ricorda di vigilare sulla sicurezza dei vaccini in collaborazione con l’Agenzia europea per i medicinali (EMA) e gli Stati membri attraverso un sistema consolidato di farmacovigilanza. I rapporti periodici di sicurezza per ciascun vaccino sono pubblicamente consultabili sul sito dell’EMA.

Quanto alle variazioni nei tassi di fertilità osservate durante la pandemia, Bruxelles le attribuisce a cambiamenti comportamentali legati al periodo emergenziale, sottolineando che nella maggior parte dei paesi studiati i tassi di natalità sono tornati ai livelli pre-pandemici e che nessuno studio ha individuato un effetto causale dei vaccini. Sulla base di queste premesse, la Commissione esclude la necessità di avviare una nuova indagine specifica sul tema.

Per quanto riguarda la trasparenza verso i cittadini, l’esecutivo europeo ricorda che dopo ogni riunione del Comitato per la valutazione dei rischi della farmacovigilanza (PRAC) dell’EMA vengono pubblicati i relativi comunicati, e che durante la pandemia sono state adottate misure eccezionali per massimizzare la trasparenza delle attività regolatorie sui farmaci anti-Covid.