Vacanze negate: un’estate senza ferie per troppe famiglie con figli.
Ogni estate, migliaia di famiglie italiane rinunciano alle vacanze. Non per scelta, ma per necessità. Dietro questa assenza c’è molto più di un semplice mancato svago: per tanti bambini e ragazzi si traduce in una privazione educativa, in un vuoto di esperienze che accresce le disuguaglianze sociali.
Secondo i dati più recenti elaborati da Openpolis e Con i Bambini su base Istat, nel 2024 il 28% delle famiglie con almeno un figlio minore non ha potuto permettersi nemmeno una settimana di vacanza lontano da casa. Una percentuale che cresce vertiginosamente al crescere del numero dei figli: il 30% tra le famiglie con due minori e oltre il 44% tra quelle con tre o più bambini.
Andare in vacanza non è solo un’occasione per rilassarsi: rappresenta un tempo di crescita, di scoperta, di socializzazione, specialmente per i più piccoli. Una settimana al mare o in montagna, un campeggio o un campo estivo sono esperienze che arricchiscono, che stimolano creatività, autonomia e relazioni. Eppure, per tanti bambini cresciuti in nuclei familiari monoreddito o a rischio povertà, tutto questo rimane un lusso irraggiungibile.
Nel 2020, ad esempio, il 31,5% delle famiglie monoreddito con figli sotto i sei anni ad Andria viveva in questa condizione. Tra le prime dieci città per incidenza di famiglie simili, spiccano anche Barletta, Napoli, Palermo, Matera, Crotone, Trani e Vibo Valentia. Diciotto su ventiquattro di questi comuni si trovano nel Mezzogiorno, evidenziando un divario territoriale che continua ad allargarsi.
Gite, sport, cultura, gioco all’aperto, vacanze, vale la pena rimarcarlo, sono tutte esperienze fondamentali per lo sviluppo dei bambini e la loro assenza genera un circolo vizioso difficile da spezzare.
E non è semplice nemmeno misurare con precisione la portata del fenomeno. I dati ufficiali, infatti, rischiano di sottostimare la reale entità del problema: molti genitori potrebbero non segnalare apertamente la condizione di deprivazione per pudore o sfiducia. Secondo Unicef (2012), proprio questo rischio rende ancora più importante andare oltre le cifre e considerare le storie e i bisogni reali delle famiglie.
Anche sul piano territoriale le differenze sono marcate. Le città con minore incidenza di famiglie monoreddito con figli piccoli sono Cagliari (10,86%), Trieste (12,42%), Genova (12,67%), Pisa (13,26%) e Venezia (13,27%). In fondo alla classifica, quasi tutte le città con livelli più alti si concentrano nel Sud Italia, confermando che il peso delle disuguaglianze non è equamente distribuito.
La rinuncia alle vacanze da parte di quasi un terzo delle famiglie italiane con figli non può essere ignorata. È un indicatore che parla di benessere negato, di opportunità mancate, di infanzia non tutelata. Serve un impegno concreto e strutturale: politiche pubbliche che non si limitino al sostegno economico, ma che garantiscano accesso equo a centri estivi, attività culturali e ricreative, servizi educativi di qualità in ogni angolo del Paese.
