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“Vacanze alcoliche”: l’UE sotto pressione. Ruissen: “Intervenire sul turismo giovanile”.

L’estate porta con sé anche le polemiche sul cosiddetto “turismo alcolico” giovanile. Spiagge di destinazioni celebri come Ibiza, Albufeira, Sunny Beach, Chersonissos, Kos o Split sono finite nel mirino dell’eurodeputato Bert-Jan Ruissen (ECR), che in un’interrogazione parlamentare ha chiesto alla Commissione europea di prendere posizione contro le vacanze organizzate per minorenni dove il consumo smodato di alcol è spesso tollerato — se non incoraggiato — da tour operator e locali della movida.

Secondo Ruissen, i controlli sul rispetto dell’età legale per il consumo di alcolici sono spesso assenti o inefficaci, creando un “effetto calamita” per adolescenti alla ricerca di libertà e trasgressione a basso costo. Un fenomeno che nuoce alle comunità locali, alimenta disordini e contraddice gli impegni europei sulla salute pubblica e sul turismo sostenibile.

Il deputato olandese, nel suo intervento, ha chiesto se la Commissione condivida la posizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, secondo cui è tempo di rivedere il ruolo dell’alcol nella società europea, e se intenda inserire il turismo giovanile “estremo” tra le priorità di regolamentazione transfrontaliera.

Ruissen, inoltre, ha puntato il dito contro possibili accordi tra tour operator internazionali e operatori dell’ospitalità locale, che includerebbero offerte “all you can drink” e party promozionali destinati alla clientela sotto i 18 anni. Pratiche che, secondo l’eurodeputato, contraddicono apertamente sia la strategia UE sull’alcol, sia l’impegno per un turismo socialmente sostenibile.

“È difficile conciliare l’obiettivo di proteggere i minori e promuovere stili di vita sani con pacchetti vacanza che incentivano l’abuso di alcol fin dalla maggiore età se non prima”, si legge nell’interrogazione.

Al momento, non è arrivata una risposta ufficiale dalla Commissione, ma il tema si inserisce in un contesto più ampio di crescente attenzione alla salute pubblica e al comportamento dei giovani durante le vacanze. Già in passato, diverse città europee hanno adottato restrizioni locali su orari di vendita dell’alcol e promozioni nei locali notturni, ma l’assenza di una regolamentazione europea coordinata apre la porta a fenomeni di “turismo dell’elusione”.

In gioco non c’è solo il benessere dei giovani, ma anche la credibilità delle politiche europee su salute, legalità e sostenibilità sociale. Se da un lato Bruxelles investe milioni in campagne anti-alcol e promuove “l’Europa dei diritti”, dall’altro chiude spesso un occhio su pratiche commerciali che lucrano sulla trasgressione minorile.