Utili record in Ue nel settore energetico. Serve una tassa sugli extraprofitti delle aziende elettriche.
Le imprese e le famiglie europee continuano a essere colpite da bollette elevate per l’energia e il gas, una situazione aggravata dal divieto di importazione del gas russo e dalle strategie di profitto delle grandi utility privatizzate in diversi Paesi dell’Unione.
La crisi energetica, iniziata con la guerra in Ucraina, ha infatti generato profitti straordinari per molte aziende del settore elettrico, suscitando un ampio dibattito sulla necessità di una tassazione sugli extraprofitti per redistribuire parte dei guadagni e alleggerire il peso economico sui cittadini e sulle imprese.
La “solidarity contribution” prevista dal Consiglio.
Già nel Regolamento (UE) 2022/1854, adottato il 6 ottobre 2022, il Consiglio dell’Unione europea aveva raccomandato l’introduzione di una “contribuzione di solidarietà” sui profitti eccessivi generati dalle società energetiche.
L’obiettivo di questa misura è quello di limitare le rendite straordinarie maturate in un contesto di crisi e favorire la solidarietà finanziaria tra gli Stati membri.
Anche uno studio del Servizio di ricerca del Parlamento europeo (EPRS) ha sostenuto la necessità di applicare una tassa europea sugli extraprofitti, al fine di evitare pratiche di elusione fiscale all’interno del mercato unico.
L’intervento di Mario Draghi.
Il 9 ottobre 2025, l’ex presidente della Banca centrale europea (BCE) e del Governo Italiano, Mario Draghi ha rilanciato il tema, dichiarando che un intervento pubblico nel mercato elettrico è ormai necessario per limitare i profitti non guadagnati da molte imprese consolidate e per ridurre il costo dell’elettricità per cittadini e imprese.
Le sue parole hanno riacceso il dibattito politico e istituzionale sull’opportunità di un’azione coordinata a livello europeo.
L’interrogazione di Fabio De Masi alla Commissione europea.
In questo contesto, l’eurodeputato Fabio De Masi (Non Iscritto) ha rivolto alla Commissione europea una serie di domande per chiarire l’orientamento della Commissione nei confronti di una tassa europea sugli extraprofitti delle imprese elettriche, da applicare in modo uniforme nell’Ue e su come destinare i potenziali proventi di tale tassa, ossia se assegnarli agli Stati membri o versarli nel bilancio dell’Unione europea per finanziare iniziative comuni.
Verso una possibile riforma del mercato energetico europeo.
L’interrogazione di De Masi si inserisce in un dibattito più ampio sulla riforma del mercato elettrico europeo, con l’obiettivo di contenere i prezzi, rafforzare la sicurezza energetica e ridurre le disuguaglianze generate dagli extraprofitti delle grandi aziende.
La discussione sul ruolo di una windfall tax europea — una tassa sugli utili straordinari — potrebbe quindi rappresentare un punto di svolta per la politica energetica dell’UE, tra esigenze di equità, sostenibilità e autonomia strategica.
