Uso illecito dei fondi Horizon Europe da parte di enti israeliani.
La Commissione europea ha risposto a un’interrogazione parlamentare riguardante il presunto uso improprio dei fondi del programma di ricerca Horizon Europe da parte di istituzioni israeliane. La questione, sollevata dagli eurodeputati Thijs Reuten (S&D) e Tineke Strik (Verdi/ALE), nasce da un’inchiesta condotta dalla piattaforma di giornalismo investigativo Follow the Money, che ha rivelato come oltre 3 miliardi di euro siano stati assegnati dal 2007 a progetti europei con la partecipazione di enti israeliani, alcuni dei quali con possibili applicazioni militari.
I progetti sotto osservazione: il nodo delle tecnologie “dual use”.
Secondo l’inchiesta, almeno 28 progetti Horizon Europe coinvolgono università o enti israeliani e olandesi impegnati nello sviluppo di tecnologie a duplice uso, ovvero con potenziali applicazioni sia civili che militari.
Gli eurodeputati hanno chiesto alla Commissione di fornire un elenco dettagliato di questi progetti e di chiarire se essi rientrino nelle disposizioni dell’articolo 1(2) del Regolamento (UE) 2021/695, che definisce le condizioni per la partecipazione a Horizon Europe.
La risposta della Commissione: “Ricerca solo a fini civili”.
Nella risposta firmata dalla Commissaria Iliana Ivanova Zaharieva, la Commissione ha ribadito che la ricerca su tecnologie a duplice uso non è vietata, ma che tutte le attività finanziate da Horizon Europe devono avere finalità esclusivamente civili.
Ogni beneficiario è tenuto a garantire il rispetto di tale principio, oltre che delle norme etiche e giuridiche nazionali, europee e internazionali.
La Commissione ha precisato che, anche se alcuni risultati di ricerca potrebbero in seguito essere adattati per scopi militari, ciò può avvenire solo dopo la conclusione del progetto e dunque fuori dal perimetro diretto di Horizon Europe. Per questo motivo, Bruxelles non è in grado di fornire un elenco completo di tutti i progetti che in futuro potrebbero avere applicazioni “dual use”.
Monitoraggio e controlli etici sui progetti.
La valutazione etica è parte integrante del processo di selezione dei progetti Horizon Europe.
Ogni proposta viene esaminata da valutatori specializzati in etica, e la Commissione europea, insieme alle proprie agenzie di implementazione, monitora costantemente l’esecuzione dei progetti per assicurare la conformità agli accordi di finanziamento.
Ad oggi – precisa la Commissione – non sono stati accertati casi in cui attività condotte da enti israeliani abbiano violato il principio di esclusività civile previsto dal programma.
Israele partecipa a Horizon Europe “alle stesse condizioni” degli Stati UE.
L’articolo 2(2) dell’Accordo di associazione di Israele a Horizon Europe stabilisce che gli enti israeliani partecipano alle stesse condizioni applicabili alle organizzazioni europee. Tuttavia, Bruxelles distingue chiaramente tra le azioni dello Stato di Israele e quelle dei singoli enti accademici o di ricerca.
Violazione dei diritti umani: verso la sospensione dell’accordo.
La Commissione ha però ricordato che Israele, in quanto Paese associato, è vincolato all’articolo 2 dell’Accordo euromediterraneo, che prevede il rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale come condizione essenziale per la cooperazione.
Alla luce dell’intervento militare israeliano nella Striscia di Gaza e della conseguente crisi umanitaria, la Commissione europea ha concluso che Israele sta violando il diritto umanitario internazionale, contravvenendo quindi all’articolo 2 dell’accordo.
Per questo motivo, Bruxelles ha proposto al Consiglio dell’UE la sospensione parziale dell’Accordo di associazione a Horizon Europe, escludendo le entità israeliane dalla partecipazione ai bandi di finanziamento e agli investimenti del Consiglio europeo per l’innovazione (EIC Accelerator).
Nuove misure annunciate da von der Leyen.
Nel suo Discorso sullo Stato dell’Unione del 10 settembre 2025, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha annunciato un nuovo pacchetto di misure in risposta alla situazione umanitaria a Gaza e al comportamento del governo israeliano, confermando l’intenzione dell’UE di rivedere i rapporti di cooperazione scientifica e tecnologica con Israele.
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