15 Ottobre 2026
Europa

Ursula e soci propongono il taglio dei fondi della PAC destinati a clima e ambiente.

Dopo aver stanziato somme importanti e “ammosciato gli animi” sul green deal, la Commissione europea, alle prese con la pressante necessità di pagare il debito accumulato con il “diversamente salvifico NextGenerationEu” e armare l’Europa, ha proposto (nella bozza del prossimo bilancio settennale dell’Ue) di riformare la Politica Agricola Comune (PAC), escludendo i finanziamenti destinati alle misure ambientali e climatiche, indispensabili per mitigare l’impatto devastante del settore agricolo e per preservare le fondamenta della nostra produzione alimentare.

Attualmente, la PAC destina circa un terzo dei suoi fondi a iniziative ambientali e di lotta al cambiamento climatico, mentre la nuova proposta abbandona ogni forma di garanzia su tali investimenti, affidando agli Stati membri la piena discrezionalità nell’allocazione delle risorse. In sostanza, potrebbero essere azzerati i contributi destinati all’agricoltura verde, compromettendo la tutela del nostro territorio, della biodiversità e la lotta contro lo spopolamento delle campagne. 

“Affidare agli Stati membri il potere di decidere quanto investire nelle misure verdi e chi beneficia degli aiuti è estremamente preoccupante e mette a rischio l’obiettivo stesso della PAC”, dichiara Marco Contiero, direttore della Politica agricola di Greenpeace Europa. “La discrezionalità mette a rischio non solo il finanziamento di azioni concrete contro l’impatto ambientale insostenibile dell’agricoltura industriale, ma rischia di favorire il perpetuarsi di una distribuzione scandalosamente diseguale dei sussidi, premiando le aziende più ricche e inquinanti. Senza regole chiare, controlli severi e una supervisione rigorosa, l’Unione Europea rischia di accelerare sia la chiusura delle piccole aziende agricole, sia il deterioramento degli ecosistemi a cui tutti teniamo”. 

Ma non è tutto da buttare nella proposta. La Commissione prevede, infatti, misure significative per modificare l’attuale sistema di sussidi, basato principalmente sull’estensione di superficie coltivata, che fa sì che la maggior parte dei fondi agricoli dell’UE vada a ricchi proprietari terrieri e aziende agricole industriali. Il nuovo piano fisserebbe un limite massimo all’importo dei fondi pubblici che ogni azienda agricola può ricevere, i pagamenti basati sugli ettari coltivati diminuirebbero con l’aumentare delle dimensioni delle aziende agricole e i fondi dovrebbero essere destinati in modo più mirato agli agricoltori bisognosi.

Ciò è particolarmente importante per un Paese come l’Italia, con un tessuto agricolo frammentato e molte famiglie di agricoltori in difficoltà economica. Inoltre, la Commissione intende introdurre limiti di densità di animali allevati nelle aree vulnerabili all’inquinamento da azoto, insieme a incentivi per estensivizzare la produzione zootecnica e per sostenere la transizione verso sistemi più sostenibili. 

foto Denis Lomme Copyright: © European Union 2022 – Source : EP