23 Aprile 2026
Europa

Ursula e il caso del gps, Kaliňák: “La Commissione verifica le fonti?”.

La Commissione europea finisce nel mirino delle critiche dopo il caso del sistema di navigazione GPS “manomesso” dai russi in occasione del volo della Presidente von der Leyen in Bulgaria. Un caso, come rilevato da diversi analisti, sgonfiatosi prima ancora di creare effetti devastanti e che solleva interrogativi sulla gestione delle informazioni ufficiali in un contesto internazionale già molto teso.

Secondo quanto reso noto dall’esecutivo comunitario, il volo che trasportava la Presidente da Varsavia a Plovdiv avrebbe subito un ritardo a causa di un presunto disturbo del sistema di navigazione GPS, attribuito – citando “autorità bulgare non specificate” – a un’azione ostile della Russia. La Commissione aveva poi collegato l’episodio a una più ampia strategia di “minacce e intimidazioni” attribuite a Mosca.

Tuttavia, il sito specializzato Flightradar24 ha smentito la ricostruzione, affermando che i dati del transponder mostrano un volo regolare, senza segnalazioni di anomalie nella navigazione.

Alla luce di questa discrepanza, l’eurodeputato Erin Kaliňák ha chiesto alla Commissione europea se sia consapevole dei rischi connessi alla diffusione di accuse non verificate in un contesto geopolitico delicato e come possa funzionare efficacemente il sistema di contrasto alla disinformazione dell’UE quando le stesse informazioni diffuse dall’Esecutivo europeo vengono messe in dubbio da fonti tecniche pochi giorni dopo. Senza contare che all’indomani del fatto, numerosi esponenti della Commissione, vedi l’Alto rappresentante Kallas, avevano espresso accuse infondate.

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