Università, luci e ombre: 86mila iscritti in meno in dieci anni, colpiti soprattutto Giurisprudenza e Architettura.
In Italia crollano gli iscritti a 31 classi di laurea. Una perdita netta per il sistema universitario italiano di circa 86.000 iscritti. A stimarla Talents Venture che ha pure indicato le facoltà più colpite dal calo di giovani universitari/e: Giurisprudenza, Architettura e Ingegneria Civile che, da sole, rappresentano quasi l’80% del calo.
In particolare, la laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza ha perso oltre 42.000 iscritti dal 2014 al 2024, pari a un crollo del 49%. Una contrazione che riguarda però solo gli atenei tradizionali. Le università telematiche, infatti, segnano un aumento del 53% di immatricolati per la stessa classe di laurea (+4.930 iscritti).
Nel frattempo, i percorsi “3+2” dell’area giuridica mostrano dinamiche opposte: la triennale L-14 ha più che raddoppiato i propri iscritti, superando quota 43.000, e la magistrale LM/SC-GIUR è passata in soli cinque anni da 106 a oltre 1.300 studenti.
Nel campo giuridico, ancora, i dati occupazionali rafforzano la lettura di un settore in difficoltà: a cinque anni dal titolo, lavora solo il 59% dei laureati magistrali, contro una media nazionale dell’87%. Anche per i laureati in Giurisprudenza a ciclo unico, l’occupazione (84%) resta sotto la media (89%).
La situazione nel comparto Architettura e Ingegneria civile appare ancor più allarmante: 10 classi su 12 del nuovo ordinamento sono in calo, con una perdita superiore a 25.000 studenti. Alcune classi, come LM-04cu e L-23, registrano crolli di oltre il 30%.
Le università telematiche riescono solo in parte a compensare: crescono i corsi online di ingegneria civile (+161%), ma per l’area architettura — vincolata alla didattica in presenza — le opportunità restano limitate.
In parallelo, il mercato del lavoro offre segnali contraddittori: mentre i permessi per costruire sono aumentati (+49% nell’edilizia non residenziale), gli abilitati alla professione calano drasticamente: -39% tra gli ingegneri civili e -45% tra gli architetti.
Paradossalmente, l’offerta accademica continua ad aumentare. Tra il 2014/2015 e il 2023/2024, i corsi di Architettura e Ingegneria civile sono passati da 274 a 317 (+16%), con ulteriori 10 attivati nell’anno accademico 2024/2025. Nell’area giuridica, i corsi sono saliti da 123 a 170 (+38%), con altri 5 introdotti solo nell’ultimo anno, tutti con modalità didattica a distanza o mista.
L’università italiana, insomma, non cresce ovunque né cala ovunque. A determinare il successo (o l’insuccesso) dei percorsi accademici concorrono vari fattori: la modalità di insegnamento (in presenza, a distanza o ibrida), il modello formativo (ciclo unico o 3+2) e soprattutto le reali prospettive occupazionali.
