6 Settembre 2026
Europa

Ungheria, il partito Tisza mantiene il vantaggio su Fidesz di Orbán: i risultati del sondaggio a due mesi dal voto.

Il partito di opposizione di centrodestra Tisza conserva un vantaggio di otto punti sul movimento nazionalista Fidesz del premier Viktor Orbán. È quanto emerge da un sondaggio pubblicato lunedì, a poco più di due mesi dalle elezioni parlamentari in programma il 12 aprile, appuntamento che potrebbe ridisegnare gli equilibri politici ungheresi.

Secondo la rilevazione realizzata dall’istituto Publicus tra il 21 e il 24 gennaio e diffusa dal quotidiano Népszava, il 48% degli elettori decisi sostiene Tisza, mentre il 40% si schiera con Fidesz, un dato invariato rispetto a dicembre. Oltre ai due principali partiti, solo la formazione di estrema destra Mi Hazánk supererebbe la soglia del 5% necessaria per entrare in Parlamento.

Per Orbán si tratta della sfida più impegnativa dal 2010, anno in cui Fidesz conquistò il potere con una larga maggioranza. L’esito resta tuttavia incerto, in un Paese segnato da tre anni di stagnazione economica e dall’ondata inflazionistica più pesante dell’Unione europea dopo l’invasione russa dell’Ucraina.

Magyar punta su Ue e lotta alla corruzione.

Alla guida di Tisza c’è Péter Magyar, ex uomo dell’establishment governativo, che ha costruito la propria campagna sulla lotta alla corruzione, sul rilancio dell’economia e sullo sblocco dei miliardi di fondi europei congelati da Bruxelles. L’obiettivo dichiarato è «ancorare saldamente l’Ungheria all’Unione europea», in netta discontinuità con la linea di Orbán, spesso in rotta con le istituzioni comunitarie.

Il voto di aprile avrà ripercussioni rilevanti anche a livello europeo. Orbán, alleato del presidente statunitense Donald Trump, ha mantenuto rapporti cordiali con la Russia e assunto posizioni critiche verso l’Ucraina, attirandosi le accuse di Bruxelles di aver eroso lo Stato di diritto – accuse che il premier respinge.

Malcontento diffuso tra gli elettori.

Il sondaggio di Publicus evidenzia inoltre un diffuso pessimismo: il 63% degli intervistati ritiene che il Paese stia andando nella direzione sbagliata, percentuale che sale al 71% tra i pensionati, bacino elettorale tradizionalmente vicino a Orbán e destinatario di recenti bonus previdenziali.

Non mancano però segnali di segno opposto. Un’indagine dell’istituto filogovernativo Nézőpont, condotta tra il 26 e il 27 gennaio, attribuisce a Orbán un indice di gradimento del 46%, contro il 35% di Magyar, con un sostegno particolarmente forte tra gli elettori anziani e nelle aree rurali.

foto Mathieu Cugnot Copyright: © European Union 2025 – Source : EP