“Un’era politica è finita”: Orbán rompe il silenzio dopo la sconfitta elettorale
È apparso provato, quasi irriconoscibile nella sua consueta baldanza, Viktor Orbán nella sua prima uscita pubblica dopo la clamorosa sconfitta alle urne del 12 aprile. In un’intervista rilasciata al canale filogovernativo Patrióta, il premier uscente ha usato parole insolite per chi ha dominato la scena politica ungherese per sedici anni: “Un’era politica è finita”. E ancora: “Questa è una sconfitta netta”.
Il verdetto delle urne è stato impietoso. Il partito d’opposizione Tisza, guidato da Péter Magyar, ha travolto Fidesz conquistando 138 seggi nel parlamento ungherese da 199 componenti, ottenendo la maggioranza dei due terzi che consente di modificare la Costituzione, mentre Fidesz è precipitato a soli 55 seggi.
Orbán non ha cercato scappatoie né attribuito colpe altrui. “Sono io. Sono il presidente del partito”, ha dichiarato, assumendosi “al cento per cento” la responsabilità dell’esito elettorale. Con una lucidità sorprendente, ha riconosciuto il fallimento comunicativo della sua campagna.
Sul piano umano, il leader di Fidesz ha descritto il giorno dopo il voto con toni quasi intimi. “Ho sentito dolore e un senso di vuoto”, ha confessato. “Anche io pensavo che avremmo vinto”, ha ammesso.
Eppure, nonostante tutto, Orbán non ha pronunciato la parola addio. La sconfitta impone un “rinnovamento completo” di Fidesz e della destra ungherese in senso lato, ha dichiarato, compresa una revisione totale della leadership e della rappresentanza parlamentare. Un’assemblea di partito è convocata per il 28 aprile e Orbàn non vuole mollare la presa.
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