Un “passaporto del volontariato” per valorizzare l’impegno dei giovani in Europa.
pieno riconoscimento al volontariato e facilitare la mobilità dei giovani volontari in tutta l’Unione Europea: è l’obiettivo della proposta avanzata da Maria Grapini, eurodeputata del gruppo S&D, attraverso un’interrogazione parlamentare indirizzata alla Commissione europea.
Nonostante l’esistenza del Regolamento (UE) 2021/888, che disciplina il Corpo Europeo di Solidarietà e consente il riconoscimento delle competenze acquisite tramite percorsi formativi formali, l’UE non dispone ancora di uno statuto giuridico unificato per il volontariato.
Grapini propone quindi l’istituzione di un vero e proprio “passaporto del volontariato”, uno strumento fisico o digitale rilasciato dalle istituzioni pubbliche dei Paesi dove l’attività è svolta. L’obiettivo è duplice: da un lato, garantire una tracciabilità delle esperienze di volontariato, dall’altro dare un valore ufficiale a queste attività nei percorsi di inserimento lavorativo, accesso all’università e richiesta di borse di studio.
Ora si attende la presa di posizione ufficiale dell’esecutivo europeo su quella che potrebbe diventare una nuova frontiera per la cittadinanza attiva in Europa.
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