Un nuovo ordine mondiale, Matsumura: “Rivoluzione copernicana nelle relazioni internazionali”.
In un’analisi densa e provocatoria pubblicata da IFIMES, Masahiro Matsumura, membro del Consiglio dell’istituto, offre una riflessione critica sulla trasformazione in atto del sistema internazionale. Secondo l’accademico giapponese, stiamo assistendo a una vera e propria rivoluzione copernicana nelle relazioni internazionali: un passaggio irreversibile dall’ordine liberale guidato dagli Stati Uniti a un nuovo sistema multipolare fondato sull’equilibrio di potere.
Il processo, secondo Matsumura, è stato accelerato dai colloqui per una tregua tra Stati Uniti e Russia in corso a Riyadh, che pongono fine, almeno simbolicamente, a decenni di predominio unipolare americano. L’assenza dell’Ucraina e delle potenze europee dal tavolo negoziale, sottolinea l’autore, è un segnale eloquente: la guerra è stata un conflitto per procura tra Washington e Mosca, e ora i termini della pace vengono decisi a porte chiuse, senza l’ingombro delle norme dell’ordine liberale. L’Occidente europeo appare relegato a un ruolo secondario, testimoniando la crisi dell’architettura internazionale nata a Yalta e rinnovata nel secondo dopoguerra sotto la guida americana.
Per Matsumura, il vero obiettivo dei negoziati non è solo una tregua sul fronte ucraino, ma la ridefinizione globale delle sfere d’influenza tra grandi potenze. Il fatto che gli Stati Uniti abbiano scelto di inviare il loro inviato speciale per il Medio Oriente e non quello per l’Ucraina segnala una volontà di ristrutturazione geopolitica che guarda ben oltre l’Europa orientale, intrecciando le sorti del conflitto con gli equilibri del Golfo e la stabilità energetica globale.
Matsumura dipinge, dunque, un mondo destinato a essere dominato da quattro poli strategici: Stati Uniti, Cina, Russia e, forse, India. Questi attori godono di sovranità piena, autonomia strategica e capacità deterrente nucleare, al contrario di potenze regionali come l’Unione Europea o il Giappone, ancora legate a doppio filo alla protezione militare statunitense. La visione di un ordine fondato sul diritto internazionale viene progressivamente erosa da una logica di potere e interessi, in cui ogni grande civiltà tende a dominare il proprio spazio vitale, secondo una rilettura pragmatica della teoria di Samuel Huntington.
In tale scenario, il Consiglio di Sicurezza dell’ONU appare svuotato di significato, incapace di contenere gli squilibri o prevenire le guerre, a causa del continuo abuso del potere di veto e del declino delle potenze occidentali storiche. Secondo Matsumura, la spinta occidentale per l’ingresso dell’Ucraina nella NATO ha infranto un tacito equilibrio post-bellico, ponendo in discussione il principio di sovranità nazionale e minando il sistema creato a San Francisco nel 1945.
Parallelamente, l’ordine liberale si sfalda anche a causa delle dinamiche interne agli Stati Uniti. La dottrina “America First” della presidenza Trump, oggi al suo secondo mandato, ha segnato un ripiegamento strategico. La visione del mondo secondo Trump non è globale, ma regionale: il suo interesse si concentra sull’emisfero occidentale, lasciando spazio ad altre potenze nella ridefinizione dell’ordine internazionale. Ciò, secondo Matsumura, rende sempre più concreta la transizione verso un equilibrio multipolare, con le grandi potenze intente a delimitare le rispettive sfere di influenza.
In questo nuovo ordine, l’Europa e il Giappone rischiano di perdere posizioni e occasioni di crescita. Per decenni, entrambe hanno prosperato sotto l’ombrello della sicurezza americana, beneficiando di mercati aperti e protezione militare senza dover sostenere costi significativi. Ma ora, con il progressivo disimpegno degli Stati Uniti, si trovano a dover difendere autonomamente gli ideali liberali che avevano dato per scontati. L’Europa, in particolare, si è dimostrata incapace di supplire all’assenza americana, offrendo solo un impegno militare simbolico a difesa dell’Ucraina, mentre i piani di rilancio della difesa continentale, come il “ReArm Europe”, appaiono troppo lenti e incerti per incidere nel breve periodo.
Anche il Giappone si trova in una posizione ambigua. Legato alla sicurezza americana, ma bisognoso di un ordine liberale per sostenere la propria economia, Tokyo fatica a trovare una collocazione autonoma nel nuovo scacchiere globale. Mentre si avvicina alla linea dura anti-Cina di Washington, mantiene un approccio prudente sulla guerra in Ucraina, grazie alla sua distanza geografica e alla storica subordinazione militare agli Stati Uniti.
Nel suo saggio, Matsumura sottolinea infine che il ritorno a un equilibrio di potere non è solo realistico, ma già in atto. La sua affermazione finale è netta: se Europa e Giappone vorranno contare nel nuovo ordine, dovranno emanciparsi strategicamente e unirsi ai quattro grandi, diventando a loro volta poli sovrani di un sistema multipolare. In caso contrario, resteranno comparse di una storia già scritta, escluse dalle grandi decisioni.
foto (Official U.S. Navy photo DOD)
