13 Aprile 2026
Europa

Un milione di morti evitabili in Europa: la sanità pubblica sotto accusa

Un milione di persone. È il numero di cittadini europei under 75 morti nel 2023 per malattie e condizioni che avrebbero potuto essere curate o prevenute. Un dato che Eurostat trasforma in atto d’accusa nei confronti dei sistemi sanitari e delle politiche di salute pubblica dell’Unione Europea, fotografando un divario profondo tra i Paesi che proteggono meglio i propri cittadini e quelli che li perdono prematuramente in modo evitabile.

Due, secondo i ricercatori dell’Eurostat, sono le categorie di morti evitabili. La prima comprende le morti da malattie trattabili, ovvero quelle che una sanità di qualità avrebbe potuto scongiurare attraverso cure adeguate e tempestive: nel 2023 sono state 376.434. La seconda categoria riguarda le morti da condizioni prevenibili, che efficaci politiche di salute pubblica, campagne di prevenzione, stili di vita, riduzione dei fattori di rischio, avrebbero potuto evitare: 655.321 decessi.

Il tasso standardizzato complessivo si attesta a 237,7 morti ogni 100.000 abitanti, di cui 86,8 da cause trattabili e 150,9 da cause prevenibili.

Le malattie che uccidono di più.

Tra le patologie trattabili, la cardiopatia ischemica guida la classifica con 72.845 decessi, seguita dal tumore al colon-retto (56.993 morti) e dal tumore al seno nelle donne (39.989). Vale la pena sottolineare che la cardiopatia ischemica figura in entrambe le categorie, trattabile e prevenibile, con un totale di 145.689 decessi complessivi, suddivisi tra le due voci.

Sul fronte delle morti prevenibili, il tumore al polmone si conferma il killer numero uno con 135.584 decessi, seguito dalla stessa cardiopatia ischemica (72.845) e dai disturbi correlati all’alcol e agli avvelenamenti, che nel 2023 hanno causato 50.593 morti, un dato che testimonia il peso devastante delle dipendenze sulla salute pubblica europea.

La mappa europea: dalla Lettonia all’Italia.

Il divario tra i Paesi dell’Unione è impressionante. La Lettonia registra il tasso più alto di morti evitabili: 498,5 ogni 100.000 abitanti, un valore che segnala gravi carenze sia sul fronte della cura che della prevenzione. Seguono l’Ungheria con 472,7 e la Romania con 463,7, Paesi che condividono fragilità strutturali nei sistemi sanitari e nelle politiche di welfare.

All’opposto si collocano i Paesi con i tassi più bassi. Cipro guida la classifica virtuosa con 152,6 morti evitabili ogni 100.000 abitanti, seguita dal Lussemburgo (157,6) e dall’Italia (160,3), che si distingue come uno dei sistemi sanitari più efficaci d’Europa in termini di mortalità prevenibile e trattabile.

Il divario tra il Paese più virtuoso e quello con la performance peggiore supera i 340 punti ogni 100.000 abitanti: una forbice che racconta non solo differenze nei sistemi sanitari, ma diseguaglianze profonde nelle condizioni di vita, nei redditi, nell’accesso alle cure e nella cultura della prevenzione. Un milione di morti che, almeno in parte, l’Europa avrebbe potuto evitare.