“Un giorno da pastore”: le opportunità del Turismo esperienziale nel Logudoro-Goceano.

Saper comunicare il territorio non basta più. Il mercato del turismo è alla ricerca di “esperienze” capaci di fare immergere appieno il visitatore nello spirito dei luoghi, e concedere emozioni che difficilmente potranno essere dimenticate. Così l’idea di vivere “un giorno da pastore”, che in Sardegna può sembrare una banalità, per un gran numero di persone nel mondo può rappresentare un modo diverso e intrigante, se non unico, di fare una vacanza memorabile.

Ma è solo uno degli infiniti esempi di sperimentazione turistica presentati durante il webinar promosso dal GAL Logudoro-Goceano, il 19 marzo, in diretta streaming sulla propria pagina facebook come nuova tappa del percorso di costituzione dei Club di Prodotto. Un appuntamento che ha introdotto uno dei temi chiave che stanno rivoluzionando il modo di intendere il turismo del futuro: il concetto di “esperienza”.

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Burgos, GAL Goceano Logudoro
Burgos, GAL Goceano Logudoro

A illustrarne i dettagli è stato Josep Ejarque della FTourisma, che assieme alla Smeralda Consulting sta svolgendo attività di consulenza per il Gruppo d’Azione Locale al fine di concretizzare il progetto sui Club di Prodotto. Un percorso che, come ha ricordato il direttore del GAL, Giuseppe Sotgiu, è l’attuazione del Piano di Azione del GAL “al fine di strutturare il territorio come una destinazione turistica importante”.

Secondo Ejarque, nei prossimi anni post-Covid i turisti manifesteranno tre bisogni fondamentali: sicurezza e igiene da un lato; quindi la voglia fare esperienze, perché vedere non basta più, si vuole vivere il territorio; e infine il cosiddetto wellbeing, cioè vacanze benessere per la rigenerazione e il rilassamento psicofisico.

Bisarcio, GAL Goceano Logudoro
Bisarcio, GAL Goceano Logudoro

Spesso ad attrarre i turisti è proprio ciò che in apparenza appare più banale – ha spiegato l’esperto –. Ma occorre evitare di considerare la propria idea come vincente in automatico: è fondamentale far parte di una buona rete, una struttura consolidata di Club di Prodotto, perché il turista deve dormire, mangiare, divertirsi sapendo di poter fare affidamento sul territorio. Senza mai dimenticarsi che il più importante prodotto da vendere è l’emozione.

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Tra gli esempi virtuosi già sperimentati nel mondo, sono state illustrate le visite guidate teatralizzate, come nel caso del castello di Ansurez, a Valladolid; poi l’immagine dell’artigiano che nella sua officina ospita il turista permettendogli di fare un’opera d’arte, magari in terracotta, con le proprie mani; quindi momenti di vita nelle Malghe, accompagnando tutte le attività agricole e di pastorizia, come fare il formaggio o la pasta.

Thiesi, GAL Goceano Logudoro
Thiesi, GAL Goceano Logudoro

Non sono da trascurare le camminate tra i boschi alla ricerca del benessere personale, il cosiddetto bagno del bosco, il trekking o le passeggiate a cavallo in percorsi a tappe tra degustazioni di formaggi tipici e altri prodotti di nicchia. In Francia non di rado si propongono sessioni di yoga o altre tecniche di rilassamento in luoghi isolati dal mondo frenetico moderno.

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Saranno poi gli operatori aderenti al progetto a decidere come sfruttare al meglio questi suggerimenti e quindi proporre uno specifico un prodotto turistico al visitatore. È però indispensabile capire come commercializzare questo prodotto. Sguardo attento ai social più adatti: se il target è un pubblico italiano e familiare, facebook sarà la piattaforma migliore, ma se si vuole fare breccia sui millennials, i più giovani, il social di promozione sarà Instagram.