Un centro trapianti di staminali nel cuore della Palestina: l’Asl di Nùoro tra i protagonisti del progetto.
Dalla Cisgiordania alla Sardegna, prende forma un progetto ambizioso: la nascita di un Centro trapianti di cellule staminali presso l’Istishari Arab Hospital di Ramallah. Tra le realtà coinvolte c’è anche l’Ematologia dell’Ospedale San Francesco di Nuoro.
L’iniziativa nasce grazie all’impulso di Soleterre, organizzazione non governativa italiana attiva da anni nella cooperazione sanitaria internazionale. Oltre all’Unità Operativa di Ematologia e al Centro Trapianti Midollo Osseo del San Francesco, diretto da Angelo Palmas, partecipano al progetto anche l’Irccs San Gerardo di Monza e l’Ospedale San Camillo di Roma.
In queste settimane, ricordano dall’Asl Nùoro, Mohand Abulihya, giovane medico palestinese, sta completando un percorso di formazione avanzata nel laboratorio di Ematologia. Il focus è la conta delle cellule staminali emopoietiche, passaggio tecnico fondamentale per l’avvio delle procedure di trapianto.
“Questa prima fase – spiega Angelo Palmas dell’Unità Operativa di Ematologia e CTMO– è un periodo di training intensivo in laboratorio, con l’obiettivo di trasferire competenze operative e standard tecnici indispensabili per l’attività trapiantologica”. Un percorso che non si esaurisce con la formazione in Sardegna. A maggio, infatti, lo stesso Palmas si recherà a Ramallah insieme ad altri quattro specialisti di Monza e Roma per proseguire l’attività formativa direttamente in Palestina. Il cronoprogramma prevede a settembre i primi prelievi di cellule staminali e a ottobre l’avvio dei primi trapianti.
L’apertura del centro rappresenterebbe un passo decisivo per il sistema sanitario palestinese, che oggi dispone di pochissime strutture in grado di affrontare interventi ad alta complessità. Molti pazienti sono costretti a curarsi all’estero, soprattutto in Giordania, con costi che superano i 300mila dollari per singolo trapianto, un peso gravoso sia per le istituzioni sia per le famiglie.
“Siamo orgogliosi di questa collaborazione – afferma il direttore generale dell’ASL 3 di Nuoro, Francesco Trotta – che dimostra come la cooperazione scientifica possa avere anche un forte valore umanitario”.
