Ultra fast fashion, pressing sull’UE.
L’espansione dell’ultra fast fashion in Europa accende lo scontro politico a Bruxelles. L’annuncio di Shein, che il 1° ottobre 2025 ha comunicato l’apertura dei suoi primi negozi fisici in Francia, ha riacceso il dibattito sulla necessità di un intervento rapido dell’Unione europea per tutelare il mercato interno, l’ambiente e i consumatori.
Appena due giorni prima dell’annuncio di Shein, la Commissione europea aveva chiesto alle autorità francesi di rinviare l’adozione di una legge nazionale destinata a ridurre l’impatto ambientale del settore tessile, ritenendo che alcune disposizioni potessero entrare in conflitto con il diritto UE.
Una decisione che, secondo gli eurodeputati del Partito Popolare Europeo, rischia di lasciare scoperti gli Stati membri di fronte a una concorrenza definita sleale. Il settore tessile pesa per oltre il 20% del deficit commerciale francese (energia esclusa) e solo nel 2024 i servizi doganali europei hanno registrato 4,6 miliardi di pacchi con valore inferiore a 150 euro, molti dei quali contenenti prodotti tessili non conformi alla normativa comunitaria.
Ieri la vicepresidente della Commissione europea, Stéphane Séjourné, intervenendo sul tema ha ribadito che è essenziale garantire che tutti i prodotti venduti nel mercato unico rispettino il diritto dell’Unione, per evitare distorsioni della concorrenza, soprattutto in settori come quello tessile, caratterizzati da un alto livello di importazioni e vendite dirette dai Paesi terzi ai consumatori europei.
Bruxelles conferma di monitorare attentamente le piattaforme di commercio online, incluse quelle che operano nell’ultra fast fashion come Shein: “La Commissione – sostiene l’esponente dell’Esecutivo europeo – sta dando priorità alla tutela dei consumatori nell’applicazione del Digital Services Act (DSA): Shein, in quanto piattaforma di dimensioni molto grandi, è soggetta a obblighi rafforzati di due diligence e a un dialogo regolatorio continuo”.
Un nodo centrale riguarda le dogane. La riforma doganale dell’UE prevede misure specifiche sull’e-commerce, tra cui l’eliminazione della soglia de minimis di 150 euro sulle importazioni e l’introduzione di una tariffa di gestione, misure che dovrebbero entrare in vigore entro marzo 2028, o anche prima.
Parallelamente, la Commissione afferma di aver intensificato i controlli sull’applicazione delle norme UE in materia di sicurezza dei prodotti e di sicurezza chimica, e si dice pronta a utilizzare tutti gli strumenti di difesa commerciale per proteggere l’industria europea da pratiche sleali.
Sul piano ambientale, Bruxelles sottolinea infine che, per garantire un livello adeguato di intervento e tutelare il mercato unico, è necessaria un’azione a livello europeo. “La Strategia UE per i tessili sostenibili e circolari ha già definito la roadmap, con diverse misure già adottate – ha aggiunto il vicepresidente -. La normativa europea prevede inoltre l’introduzione della responsabilità estesa del produttore per tutti i prodotti tessili immessi sul mercato UE e nuovi requisiti di ecodesign, la cui adozione è prevista entro il 2027″.
foto Florian Manz _ Greenpeace
