7 Ottobre 2026
Europa

UE, una strategia comune per attrarre ricercatori e scienziati americani dopo i tagli di Washington.

Con i drastici tagli annunciati dall’amministrazione del 47° presidente degli Stati Uniti a istituzioni scientifiche di primo piano come il National Institutes of Health e la National Science Foundation, cresce l’incertezza nel mondo della ricerca americana. Secondo un sondaggio pubblicato da Nature, circa tre quarti dei ricercatori statunitensi starebbero valutando di lasciare il Paese.

In risposta, diversi Stati membri hanno già avviato iniziative per attrarre talenti oltreoceano, ma la questione è approdata anche alla Commissione europea, chiamata a delineare una strategia comune.

L’esecutivo comunitario ha annunciato un pacchetto da 500 milioni di euro per il triennio 2025-2027, con l’obiettivo di rendere l’Europa “il luogo più attrattivo e sicuro per i talenti scientifici, dentro e fuori dall’UE”. Tra le misure previste il lancio del progetto pilota Marie Skłodowska-Curie “Choose Europe”, il rafforzamento delle borse dell’European Research Council, con il raddoppio dei finanziamenti per chi sceglie di trasferirsi in Europa e l’introduzione dal 2026 di un super grant della durata di sette anni e, infine, la creazione di uno sportello unico attraverso EURAXESS, che riunisce oltre 70 iniziative nazionali e regionali per facilitare l’ingresso e l’integrazione dei ricercatori stranieri.

Sul fronte normativo, la Commissione ricorda che la direttiva “Studenti e ricercatori” già fornisce un quadro comune per l’ingresso e la residenza nell’UE, mentre una nuova strategia sui visti dovrebbe semplificare ulteriormente le procedure di trasferimento. In prospettiva, con l’European Research Area Act, previsto per il 2026, Bruxelles punta a consolidare la libertà di ricerca, la mobilità e il coordinamento tra Stati membri.

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