7 Marzo 2026
Europa

Ue, stop alla distruzione di abiti e scarpe invenduti: nuove regole per l’economia circolare.

La Commissione europea ha adottato nuove misure per vietare la distruzione di capi di abbigliamento, accessori e calzature rimasti invenduti, dando attuazione al Regolamento sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili (Ecodesign for Sustainable Products Regulation – ESPR). L’obiettivo è ridurre gli sprechi, limitare l’impatto ambientale del settore tessile e favorire pratiche di riuso e riciclo, creando al tempo stesso condizioni eque per le imprese.

Le disposizioni chiariscono in quali circostanze la distruzione potrà essere ancora consentita – ad esempio per ragioni di sicurezza o in caso di prodotti danneggiati – e introducono un formato standardizzato per la comunicazione, da parte delle aziende, dei volumi di beni invenduti destinati allo smaltimento, senza aggravare gli oneri amministrativi.

Ogni anno in Europa tra il 4 e il 9% dei tessuti invenduti viene distrutto prima ancora di essere indossato, generando circa 5,6 milioni di tonnellate di CO₂, un livello paragonabile alle emissioni nette della Svezia nel 2021. Il regolamento ESPR, entrato in vigore nel luglio 2024, mira a migliorare in modo significativo la sostenibilità dei prodotti immessi sul mercato europeo, potenziandone circolarità, efficienza energetica, riciclabilità e durata.

Il divieto di distruzione scatterà per le grandi imprese dal 19 luglio 2026 e sarà esteso alle medie imprese a partire da luglio 2030. Gli obblighi di rendicontazione sui prodotti invenduti sono già in vigore per le aziende di maggiori dimensioni e diventeranno vincolanti anche per quelle medie entro il 2030.

foto Greenpeace