15 Ottobre 2026
Europa

Ue, nel 2024 nate 3,5 milioni di imprese. Le microimprese sono il 99% del totale, ma le grandi aziende generano metà della ricchezza

Nel 2024 l’Unione europea contava 34 milioni di imprese, e 3,5 milioni sono nate proprio in quell’anno. Nello stesso periodo si sono registrate 3,1 milioni di cessazioni. Il tasso di natalità imprenditoriale si è attestato al 10,4%, quello di mortalità al 9,2%. Lo indicano i dati sulla demografia d’impresa diffusi oggi da Eurostat.

In 19 dei 27 Stati membri le imprese create sono state più numerose di quelle cessate. Il saldo è invece negativo in Bulgaria, Danimarca, Germania, Estonia, Irlanda, Ungheria, Polonia e Slovacchia. I tassi di natalità più alti sono stati registrati in Lituania (17,5%), Portogallo (16,1%), Malta (14,4%) e Francia (14,2%), i più bassi in Austria (6,3%), Danimarca (7,2%) e Germania (7,8%). Sul fronte delle chiusure, i valori preliminari più elevati riguardano Estonia (29,2%), Irlanda (16,9%) e Lituania (15,6%), i più contenuti Grecia (3,9%), Malta (4,4%) e Austria (5,3%).

Nel 2024 sono state 180.200 le aziende con almeno 10 dipendenti a inizio triennio che hanno registrato una crescita media annua dell’occupazione superiore al 10%. Questi gruppi ad alta crescita rappresentano il 10% delle imprese europee con almeno 10 addetti e danno lavoro a 14,1 milioni di persone.

Le circa 34 milioni di imprese Ue occupavano 164,5 milioni di persone e hanno generato un fatturato netto superiore a 38.700 miliardi di euro, per 10.900 miliardi di valore aggiunto. Le grandi imprese (oltre 249 addetti) sono appena lo 0,2% del totale, ma impiegano il 37% della forza lavoro e producono circa la metà (49%) del valore aggiunto. Le medie (50-249 addetti) pesano lo 0,8% in numero, il 15% in occupazione e il 16% in valore aggiunto. Micro e piccole imprese (0-49 addetti) sono il 99% del totale, occupano quasi la metà dei lavoratori (48%) e generano il 35% del valore aggiunto.

Il settore dei servizi produce da solo il 51% del valore aggiunto dell’economia d’impresa, con il 64% delle aziende e il 53% degli occupati. L’industria pesa per il 28% del valore aggiunto, pur con solo il 7% delle imprese e circa un quinto dell’occupazione (20%). Il commercio vale il 15% del valore aggiunto, il 17% delle imprese e il 18% dei lavoratori. Le costruzioni rappresentano il 12% delle imprese, ma il 7% del valore aggiunto e l’8% dell’occupazione.

foto Diarmuid Greene/Collision via Sportsfile