UE, Kallas e von der Leyen annunciano il 18° pacchetto di sanzioni contro la Russia: “Mosca non vuole la pace”.
“La Russia non vuole la pace. Non c’è alcun segnale che suggerisca il contrario. Anzi, continua a intensificare il suo attacco contro l’Ucraina”. Con queste parole, l’Alto Rappresentante dell’UE Kaja Kallas ha aperto la conferenza stampa congiunta con la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen per presentare il 18° pacchetto di sanzioni europee contro Mosca.
Il nuovo pacchetto, approvato oggi a Bruxelles, rafforza le misure restrittive nei confronti della Russia colpendo direttamente tre settori chiave: energia, difesa e finanza. “Maternità, reparti d’urgenza, abitazioni civili e infrastrutture non sono obiettivi militari – ha sottolineato Kallas – questa è una guerra illegale, brutale e rappresenta una minaccia per tutti noi”.
In ambito energetico, la Commissione propone di inserire altri 77 nominativi nella lista delle imbarcazioni sanzionate per il trasporto di petrolio russo, portando il totale a oltre 400 unità. “Quando una nave della shadow fleet viene sanzionata, non può più attraccare nei porti europei: Mosca è costretta a trovare nuove imbarcazioni, aumentando i costi e riducendo i profitti”, ha spiegato Kallas.
Altra misura chiave: l’abbassamento del tetto massimo del prezzo del petrolio da 60 a 45 dollari al barile, al di sotto del valore di mercato. Una misura pensata per colpire direttamente le entrate russe. Contestualmente, si punta anche a impedire ogni futura possibilità di profitto dai gasdotti Nord Stream, “un segnale chiaro che con la Russia non si tornerà alla normalità”.
Sul fronte bancario, Bruxelles propone di trasformare l’attuale divieto parziale di accesso al sistema di messaggistica Swift in un blocco completo delle transazioni. Viene proposto l’inserimento di 22 nuove banche russe nella lista delle istituzioni finanziarie sottoposte a restrizioni.
Il pacchetto colpisce anche la macchina bellica russa, rafforzando le restrizioni sui beni a duplice uso. Sono 22 le nuove aziende – tra cui entità con sede in Cina e Bielorussia – che verranno aggiunte alla lista delle oltre 800 già sottoposte a sanzioni.
“Mosca non potrebbe continuare la sua aggressione senza il supporto di queste aziende – ha spiegato Kallas – per questo le sanzioniamo, ovunque si trovino”.
L’Alto Rappresentante ha poi ribadito l’efficacia delle sanzioni già in vigore: “Ogni sanzione indebolisce la capacità bellica della Russia. Dopo il 17° pacchetto, l’export di petrolio russo nel Mar Nero e nel Baltico è crollato del 30% in una settimana”.
Secondo i dati citati, il fondo sovrano russo è sceso da 42 a 36 miliardi di dollari solo nel mese di maggio. “Se il trend continua, Mosca potrebbe restare senza risorse già l’anno prossimo”.
Concludendo il suo intervento, Kallas ha lanciato un messaggio politico forte: “Ogni giorno la Russia mente sul suo desiderio di pace. Sta prendendo in giro il mondo. Insieme agli Stati Uniti possiamo obbligare Putin a sedersi seriamente al tavolo dei negoziati. Ma finché continua la guerra, il costo per la Russia deve salire ogni giorno. E questo pacchetto di sanzioni serve esattamente a questo”.
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