13 Ottobre 2026
Politica

Ue, in discussione le nuove garanzie per l’accesso alla prima abitazione per i giovani

L’accesso alla prima casa per i giovani entra nell’agenda politica europea, mentre cresce la pressione sui prezzi degli immobili e degli affitti in molti Stati membri. Con un’interrogazione alla Commissione, un gruppo di eurodeputati del PPE – tra cui Sebastião Bugalho e Regina Doherty – chiede di valutare strumenti concreti per sostenere i cosiddetti “first-time buyers”.

Al centro del dibattito c’è l’ipotesi di una “First Home Guarantee”, un meccanismo ispirato a iniziative già esistenti come la Garanzia per i giovani e la Garanzia europea per l’infanzia, entrambe sostenute dal Fondo sociale europeo Plus (FSE+). Nel contesto del prossimo bilancio pluriennale dell’UE (2028-2034), il FSE+ dovrebbe confluire nei nuovi Piani di partenariato nazionali e regionali, che già prevedono priorità sociali mirate.

Nel frattempo, il tema dell’accessibilità abitativa è diventato una delle principali criticità sociali in Europa, soprattutto per le nuove generazioni. La Commissione, nel suo Piano europeo per gli alloggi accessibili, ha annunciato l’intenzione di valutare la fattibilità di strumenti di garanzia volti a facilitare l’ingresso dei giovani nel mercato immobiliare.

Nella risposta scritta del 16 aprile 2026, il Commissario Dan Jørgensen chiarisce però che le attuali “garanzie” europee – come quelle per i giovani e per l’infanzia – hanno una portata ampia e riguardano diritti fondamentali e accesso ai servizi essenziali, tra cui istruzione, lavoro e sanità.

Più concretamente, l’esecutivo europeo sta esaminando misure mirate, come un sistema di garanzia per aiutare studenti, tirocinanti e apprendisti ad accedere al mercato degli affitti privati, ad esempio riducendo o eliminando la necessità di versare un deposito cauzionale.

Il Piano prevede inoltre una serie di interventi complementari: dalla mobilitazione di investimenti per gli alloggi studenteschi – anche attraverso piattaforme paneuropee dedicate – alla promozione di modelli abitativi innovativi, fino al lancio di un progetto pilota nell’ambito di Erasmus+ per aumentare l’offerta di soluzioni abitative accessibili per studenti mobili provenienti da contesti svantaggiati.

Guardando al prossimo quadro finanziario pluriennale, la Commissione propone di rafforzare il sostegno all’edilizia sociale e accessibile all’interno dei Piani nazionali e regionali. Resta tuttavia agli Stati membri un ampio margine di manovra per adattare investimenti e misure alle specificità dei rispettivi contesti nazionali e territoriali.