UE, il 70% degli italiani boccia le politiche della Commissione Von der Leyen.
Sette italiani su dieci giudicano le scelte politiche dell’Unione europea – guidata dalla Commissione Von der Leyen – lontane dai propri interessi reali e frutto di una tecnocrazia percepita come distante dalle esigenze concrete di imprese, lavoratori e cittadini. È quanto emerge da una nuova indagine Coldiretti/Censis, presentata in occasione dell’Assemblea nazionale della principale organizzazione agricola italiana ed europea.
Coldiretti: “Serve un’Europa diversa”.
Nel corso dell’assemblea, Coldiretti ha presentato una piattaforma di proposte per “un’Europa diversa”, capace di colmare il deficit democratico generato – secondo l’organizzazione – da una Commissione “non eletta” ma dotata di un sostanziale monopolio legislativo, mentre il Parlamento europeo risulta sempre più marginalizzato.
Il caso glifosato riaccende le tensioni: “Regole piegate alle multinazionali”.
A infiammare il dibattito è anche il caso glifosato, che Coldiretti definisce emblematico di un’Unione “troppo vicina agli interessi delle multinazionali”.
La rivista scientifica internazionale Regulatory Toxicology and Pharmacology ha infatti ritrattato dopo 25 anni uno studio che sosteneva la sicurezza dell’erbicida, citando “gravi criticità etiche” legate all’indipendenza degli autori e all’integrità dei dati. Secondo le accuse, il lavoro sarebbe stato redatto dalla stessa Monsanto, con tre ricercatori usati come prestanome.
Nonostante ciò, per la Commissione europea “non vi è alcuna giustificazione scientifica o giuridica per un divieto”. Una posizione che alimenta le critiche di Coldiretti, secondo cui l’Ue non tutela adeguatamente la salute dei lavoratori agricoli e dei consumatori.
L’Europa taglia 90 miliardi all’agricoltura per destinarli alle armi.
Nel mirino dell’organizzazione agricola anche il bilancio Ue 2025, che – denuncia Coldiretti – sottrae 90 miliardi di euro all’agricoltura per destinarli al riarmo franco-tedesco. Una decisione respinta dal 76% degli italiani, secondo Censis, contrarî a sacrificare risorse per agricoltura e welfare a favore della spesa militare.
Per Coldiretti, si tratta di un ulteriore segnale di un’Europa “dominata dall’asse franco-tedesco”, incapace di dare risposte unitarie alle grandi crisi – finanziaria, migratoria, pandemica, climatica e geopolitica – e diventata un “vaso di coccio” nello scenario globale.
Il calo dei votanti e il distacco dai cittadini.
Secondo l’indagine, la crescente percezione di distanza dalle istituzioni europee ha contribuito all’erosione della partecipazione democratica: meno trasparenza, più tecnocrazia e un dialogo confinato a élite ristrette hanno ampliato il divario fra Bruxelles e cittadini.
“Siamo di fronte a un’Europa in coma, divenuta vaso di coccio sul piano internazionale”, ha affermato il segretario generale Vincenzo Gesmundo. “Non chiediamo meno Europa, ma un’Europa diversa, capace di ascoltare e rappresentare i bisogni dei cittadini”.
Prandini: “Il cibo è più strategico delle armi”.
Il presidente Ettore Prandini ha puntato il dito contro la mancanza di una visione strategica da parte della Commissione:
“L’attuale esecutivo europeo non ha compreso che il cibo è un elemento strategico, che vale più delle armi perché garantisce la sovranità alimentare. Mentre Stati Uniti e Cina investono sull’agricoltura, la Commissione spinge l’Europa verso una crescente dipendenza dalle importazioni da Paesi che non rispettano le stesse regole imposte ai nostri agricoltori”.
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