23 Aprile 2026
Europa

Ucraina, scandali di corruzione nell’entourage di Zelenskyy: a rischio i 50 miliardi dell’UE.

Una serie di scandali di corruzione ha investito sul finire del 2025 il cerchio ristretto del presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy. Le dimissioni di Andriy Yermak, potente capo dell’ufficio presidenziale, e il caso Energoatom, con l’accusa di appropriazione indebita di ingenti risorse nell’operatore nucleare nazionale e al Ministero dell’Energia, hanno sollevato interrogativi imbarazzanti sull’integrità del sistema ucraino proprio mentre l’Unione Europea si appresta a versare a Kiev 50 miliardi di euro nell’ambito della cosiddetta Ukraine Facility.

È in questo contesto che un gruppo di quattordici eurodeputati, in prevalenza dei gruppi PfE ed ESN, ha presentato un’interrogazione scritta alla Commissione europea, chiedendo conto della solidità dei controlli e della destinazione reale dei fondi comunitari.

I firmatari hanno chiesto alla Commissione se, alla luce della gravità degli scandali, ritenga che lo Stato di diritto in Ucraina sia ancora rispettato, o se non sia il caso di attivare il meccanismo di sospensione dei pagamenti e congelare la prossima rata trimestrale in attesa di fare chiarezza. Hanno poi chiesto garanzie concrete sul fatto che nessun euro europeo sia transitato attraverso enti o subappaltatori sotto indagine del Bureau nazionale anticorruzione ucraino (NABU). Infine, visto l’effetto domino di dimissioni che secondo i firmatari potrebbe rivelare un fallimento nei controlli della Corte dei Conti europea, hanno invocato un audit esterno e indipendente su tutti i fondi erogati dal 2024, senza affidarsi esclusivamente alle relazioni delle autorità ucraine.

La risposta della Commissione: “Vigilanza sì, sospensione no”.

Ieri la commissaria Marta Kos, a nome della Commissione europea, ha detto che “non saranno congelati i fondi” e che “le indagini in corso in Ucraina dimostrano che le istituzioni anticorruzione del Paese funzionano“. Ancora, secondo la narrazione dell’esponente dell’Esecutivo von der Leyen, l’esplosione degli scandali in Ucraina, con indagini aperte e procedimenti avviati, viene letta come “un segnale positivo, non come una prova di sistema compromesso”.

Sul piano formale, la commissaria ha poi confermato che “i pagamenti della Ukraine Facility sono subordinati a una precondizione esplicita” e che “l’Ucraina deve continuare a rispettare i meccanismi democratici, il pluralismo politico, lo Stato di diritto e i diritti umani”.

Se tale precondizione venisse meno, la Commissione sarebbe tenuta a proporre al Consiglio la sospensione dei pagamenti. Ma finora, precisa Bruxelles, “questa soglia non è mai stata superata”, nemmeno in occasione del sesto esborso di circa 2,3 miliardi di euro effettuato il 22 dicembre 2025 nell’ambito del Piano Ucraina.

Quanto alla richiesta di un controllo esterno, la Commissione ha ricordato che esiste già un organo indipendente dedicato: l’Ukraine Facility Audit Board, che effettua audit periodici sul campo e coordina il proprio lavoro con le autorità ucraine. “Ad oggi, ha concluso Kos, non vi è alcuna evidenza di fondi deviati verso destinazioni non autorizzate”.

foto Daina Le Lardic Copyright: @ European Union 2023 – Source : EP