14 Settembre 2026
Europa

Ucraina, nuovo round di colloqui ad Abu Dhabi: attese sul cessate il fuoco.

Si apre oggi ad Abu Dhabi il nuovo ciclo di consultazioni trilaterali tra Russia, Stati Uniti e Ucraina per tentare di sbloccare il conflitto. Secondo fonti citate dalla Tass, i lavori proseguiranno fino a domani 5 febbraio e rappresentano la prosecuzione del primo incontro svoltosi nelle scorse settimane negli Emirati.

La delegazione russa è giunta nella capitale emiratina nella tarda serata di martedì. Poche ore dopo è atterrato all’aeroporto Al Bateen anche l’inviato speciale del presidente americano Steve Witkoff, che guiderà la squadra statunitense insieme all’imprenditore Jared Kushner, figura sempre più coinvolta nel dossier ucraino.

Da Mosca è stato confermato che il gruppo negoziale sarà lo stesso del primo round: a capo della delegazione russa siederà Igor Kostyukov, direttore del Servizio informazioni militari dello Stato maggiore. Per Kiev, invece, sono attese novità. Il presidente Volodymyr Zelenskyy ha annunciato modifiche alla squadra incaricata dei negoziati, senza però fornire dettagli. Nel precedente incontro la delegazione ucraina era stata guidata dal segretario del Consiglio di sicurezza e difesa Rustem Umerov.

Alla vigilia del vertice, il presidente statunitense Donald Trump ha sottolineato come la Russia abbia “mantenuto la parola” sospendendo per una settimana gli attacchi su Kiev, definendo la decisione un segnale importante verso la de-escalation. Parole che alimentano le aspettative di un possibile passo avanti. Nei fatti, però, gli attacchi russi non si sono fermati negli ultimi 7 giorni, sconfessando in toto la dichiarazione del presidente americano.

Secondo l’agenzia RBC-Ucraina, la parte di Kiev punta a portare al tavolo soprattutto il tema delle condizioni per un cessate il fuoco, ritenuto il passaggio preliminare per qualsiasi accordo politico più ampio. Anche alcune fonti europee, citate da Politico, parlano di negoziati “potenzialmente più promettenti di quanto si pensi”, lasciando intendere che dietro le quinte vi siano margini di convergenza finora inesplorati.

Il nuovo incontro avviene in un contesto segnato da timidi segnali di disgelo ma anche da profonde diffidenze. Se da un lato Washington rivendica un ruolo di mediazione più attivo, dall’altro Kiev teme che eventuali intese possano tradursi in concessioni territoriali o politiche difficili da accettare.

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