Ucraina, l’ottimismo di Budanov: “La pace è vicina, anche Mosca vuole chiudere”
Dalla guerra alla trattativa, il passo potrebbe essere più breve del previsto. Kyrylo Budanov, capo dell’ufficio presidenziale ucraino, si dice ottimista sulla possibilità di raggiungere un accordo di pace con la Russia nel prossimo futuro. In un’intervista a Bloomberg registrata sabato scorso e pubblicata venerdì, Budanov ha affermato di credere che anche Mosca voglia porre fine al conflitto, entrato nel suo quinto anno lo scorso febbraio.
“Capiscono tutti che la guerra deve finire. È per questo che stanno negoziando. Non credo che ci vorrà molto”, ha dichiarato.
Posizioni “massimaliste”, ma la strada verso il compromesso è aperta.
Budanov ha riconosciuto che finora sia Kiev che Mosca hanno mantenuto posizioni estreme nei colloqui mediati dagli Stati Uniti, ma si è detto convinto che entrambe le parti si avvicineranno progressivamente a un’intesa. A suo giudizio, la Russia avrebbe maggiore incentivo a concludere un accordo, poiché, a differenza dell’Ucraina, “sta spendendo soldi propri”.
Sul nodo territoriale, Budanov ha preferito non sbilanciarsi, ma ha lasciato trapelare un segnale significativo: “In linea di principio, ora tutti comprendono chiaramente i limiti di ciò che è accettabile. Questo è un progresso enorme”.
Il ruolo degli USA.
Tra i risultati più importanti del processo negoziale, Budanov ha indicato il mantenimento del coinvolgimento dell’amministrazione Trump come mediatore. Finora si sono tenuti tre round di colloqui, il 23-24 gennaio, il 4-5 febbraio e il 17-18 febbraio, rispettivamente ad Abu Dhabi (i primi due) e a Ginevra (il terzo). I negoziati sono poi entrati in una fase di stallo, con entrambe le parti che attribuiscono la pausa alla concentrazione di Washington sulla guerra in Iran.
A breve, tuttavia, potrebbe arrivare a Kiev una delegazione americana di alto profilo: Budanov ha riferito di attendersi una visita dell’inviato speciale di Trump, Steve Witkoff, e del genero del presidente, Jared Kushner.
Nel frattempo, l’Ue, resta alla porta nonostante gli oltre 200 miliardi di euro stanziati ad oggi per l’Ucraina.
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