Ucraina, l’Osce: “Russi e ucraini reclutano bambini in guerra”.
L’intensificazione dell’uso di droni a corto raggio, missili a lungo raggio e munizioni circuitanti nel conflitto in Ucraina sta provocando un aumento significativo delle vittime civili e sta compromettendo gravemente le operazioni umanitarie nelle aree di prima linea. È quanto emerge dall’ultimo rapporto pubblicato dall’Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani dell’Osce (Odihr).
Secondo il documento, gli attacchi condotti da ambo i lati del conflitto nei centri urbani continuano a colpire infrastrutture civili essenziali, comprese abitazioni e reti energetiche, aggravando una situazione umanitaria già critica. In diversi casi, riferiscono i testimoni, le operazioni di soccorso e assistenza sono state direttamente interessate dagli attacchi, in violazione del diritto internazionale umanitario.
“Dopo quasi quattro anni, la guerra continua ad avere un impatto devastante sulla vita dei civili”, ha dichiarato la direttrice dell’Odihr, Maria Telalian. “Attraverso un monitoraggio imparziale e una documentazione rigorosa, il nostro obiettivo è sostenere i percorsi di accertamento delle responsabilità e garantire il rispetto del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani, assicurando giustizia alle vittime”.
Il rapporto segnala anche il peggioramento delle condizioni di vita della popolazione civile a causa dei danni diffusi alle infrastrutture e l’aumento degli sfollamenti dalle zone di combattimento. L’accesso degli operatori umanitari risulta sempre più limitato, mentre continuano a emergere testimonianze di arresti arbitrari di civili e di processi costruiti ad arte.
L’Odihr riferisce inoltre di aver raccolto prove di un uso diffuso e sistematico della tortura nei confronti di civili detenuti e prigionieri di guerra. Ex detenuti e ex prigionieri di guerra hanno raccontato di maltrattamenti e torture subite durante la detenzione. Se in alcune strutture le condizioni sembrano lievemente migliorate per i prigionieri di guerra, restano invece particolarmente gravi le condizioni di detenzione dei civili.
Il documento denuncia anche un modello ricorrente di utilizzo di armi esplosive con effetti ad ampio raggio in aree densamente popolate, sollevando serie preoccupazioni sul rispetto dei principi di distinzione e proporzionalità.
Un ulteriore elemento di forte allarme riguarda il possibile coinvolgimento di minori: le informazioni raccolte suggeriscono che entrambe le parti in conflitto potrebbero aver reclutato o utilizzato bambini per attività di raccolta di informazioni, spionaggio o sabotaggio, in aperta violazione del diritto internazionale umanitario.
Si tratta dell’ottavo rapporto pubblicato dall’Odihr sulle presunte violazioni del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani dal 24 febbraio 2022. Il documento si basa sulle testimonianze di 114 testimoni e sopravvissuti, oltre che su fonti aperte e informazioni fornite da istituzioni, organizzazioni internazionali e Ong, e si aggiunge a un corpus di quasi 700 interviste raccolte complessivamente dall’organismo dell’Osce.
Nel rapporto, l’Odihr formula una serie di raccomandazioni rivolte a entrambe le parti, tra cui la cessazione immediata di qualsiasi coinvolgimento di minori nelle ostilità. “Tutte le parti in conflitto – ribadisce l’Osce – sono obbligate a rispettare il diritto internazionale umanitario e dei diritti umani, che vieta gli attacchi indiscriminati contro i civili e impone la protezione della popolazione in ogni circostanza”.
foto di Capt. Stephanie Snyder
