18 Luglio 2026
Europa

Ucraina. Lavrov apre a nuovi colloqui di pace a Istanbul.

Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha aperto alla ripresa dei negoziati di pace con l’Ucraina, dichiarando sabato che Mosca guarda “positivamente” all’ipotesi di tornare al tavolo delle trattative nella città sul Bosforo.

“Vediamo positivamente la possibilità di riprendere i negoziati a Istanbul”, ha affermato Lavrov rispondendo a una domanda dell’agenzia Anadolu a margine del quinto Forum di Diplomazia di Antalya, dove era intervenuto anche sul ruolo di mediazione svolto dalla Turchia.

Il capo della diplomazia di Mosca ha tuttavia precisato che la ripresa dei negoziati non rappresenta al momento la priorità numero uno del Cremlino, e ha ribadito che la Russia non ha mai imposto trattative ad alcuno. “Abbiamo sempre ritenuto che, se un partner è disposto, noi siamo pronti”, ha detto, aggiungendo una frecciata nei confronti di Kiev: “E questo nonostante i pessimi precedenti dei nostri colleghi ucraini, con i quali abbiamo già negoziato”.

La porta, dunque, resta aperta ma l’iniziativa spetta all’altra parte. “Quando qualcuno sarà pronto, faccia una proposta. Vedremo se i tempi sono giusti, se la sede è conveniente e qual è l’agenda”, ha concluso Lavrov.

Un percorso negoziale travagliato.

Il riferimento di Lavrov ai precedenti storici non è casuale. I due Paesi hanno già partecipato a diversi cicli di colloqui: i primi risalgono all’aprile del 2022, sempre a Istanbul, mentre nella seconda metà del 2025 si sono tenute tre sessioni, il 16 maggio, il 2 giugno e il 23 luglio , che hanno prodotto importanti scambi di prigionieri e bozze di memorandum contenenti le posizioni di entrambe le parti in vista di un possibile accordo.

All’inizio di quest’anno, sotto la mediazione statunitense, si sono svolti altri tre round di negoziati: i primi due ad Abu Dhabi (23-24 gennaio e 4-5 febbraio), il terzo a Ginevra (17-18 febbraio). Da allora, tuttavia, i colloqui si sono arenati. Sia Mosca che Kiev imputano lo stallo alla distrazione di Washington, concentrata in questa fase sul dossier iraniano.

foto Armenpress