14 Marzo 2026
Europa

Ucraina in difficoltà, Orban: “Il tempo gioca contro Kiev, la guerra è persa”

“Il tempo non è dalla parte dell’Ucraina”. Parola del primo ministro ungherese Viktor Orban, che torna a ribadire la sua visione sull’esito del conflitto tra Kiev e Mosca. Intervenendo a un programma radiofonico su Radio Kossuth, il leader magiaro ha dichiarato che, a suo giudizio, “questa guerra è persa — o lo sarà molto presto — perché nessuno ha mai sconfitto una superpotenza nucleare”.

Nel corso dell’intervista, Orban ha ricordato il suo recente viaggio diplomatico in Ucraina, avvenuto nel luglio 2024, durante il quale si era offerto come mediatore per un cessate il fuoco. La risposta da parte di Kiev, però, era stata netta nel proseguire con determinazione nella resistenza armata. “Ho cercato di spiegare al presidente Zelensky che per l’Ucraina questa guerra è senza via d’uscita. Ma la loro chiusura al dialogo è costata cara: non agli ungheresi, ma a loro”.

Secondo Orban, le condizioni per arrivare a una tregua erano “molto più favorevoli un anno fa”. Oggi, invece, il margine per negoziare con Mosca si sarebbe drasticamente ridotto. L’Ungheria, ha aggiunto, “ha fatto tutto il possibile”, ma “ognuno è artefice del proprio destino”.

Durante la sua missione diplomatica del 2024, Orban aveva visitato sia Kiev che Mosca, incontrando prima Volodymyr Zelensky e poi Vladimir Putin, con l’obiettivo di sondare la disponibilità a un cessate il fuoco. Tuttavia, secondo il premier ungherese, entrambi i leader si sono mostrati scettici, temendo che una tregua potesse essere sfruttata dal nemico per riorganizzarsi militarmente.

Nel frattempo, alla data del 25 luglio 2025, la situazione sul campo, secondo alcune fonti, dice che la Russia avanza e che controlla circa il 18% del territorio ucraino, inclusa la Crimea (annessa nel 2014) e ampie porzioni delle regioni orientali e meridionali, come Donetsk e Luhansk, dove proseguono intensi combattimenti.

Secondo l’Institute for the Study of War (ISW), think-tank statunitense considerato vicino alle posizioni filo-ucraine, Mosca ha accelerato le sue conquiste territoriali nel corso degli ultimi mesi (588 km² conquistati a giugno, 507 a maggio, 379 ad aprile e 240 a marzo).

Una progressione che, pur non risultando decisiva sul piano strategico, conferma la pressione crescente esercitata dalla Russia su più fronti, complicando ulteriormente la posizione difensiva ucraina.

Intanto Kiev continua a chiedere supporto militare e finanziario agli alleati occidentali, ma il logoramento del fronte e le difficoltà economiche interne lasciano intravedere scenari sempre più complessi. E, l’ultimo caso della legge per mettere le “ganasce” alle agenzie anti-corruzione ucraine (con tanto di richiesta di spiegazioni da parte della principale finanziatrice dello sforzo bellico ucraino, Ursula von der Leyen), potrebbe essere la premessa per procedere con la sostituzione del presidente illegittimo.

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