Ucraina, il Parlamento fa marcia indietro: ripristinata l’indipendenza degli organismi anti-corruzione
Dopo settimane di tensioni, proteste e pressioni internazionali, la Verkhovna Rada (il Parlamento ucraino) ha approvato a larga maggioranza una legge che ripristina l’indipendenza del National Anti-Corruption Bureau of Ukraine (NABU) e dell’ufficio del Procuratore specializzato anti-corruzione (SAPO). Il voto ha visto 330 deputati esprimersi a favore, con un sostegno decisivo da parte del partito di governo Servitore del Popolo, che ha contribuito con 214 voti.
Il provvedimento arriva a pochi giorni da una manovra opposta, firmata dal presidente Volodymyr Zelenskyy il 23 luglio, che limitava fortemente l’autonomia degli stessi organismi. Una decisione che aveva fatto scendere in piazza circa 2.000 persone, soprattutto a Kiev, e provocato reazioni critiche da parte di partner occidentali.
Subito dopo il voto, la Rada ha approvato in via d’urgenza anche la richiesta di firma da parte del presidente Zelenskyy e del presidente del Parlamento Ruslan Stefanchuk. Quest’ultimo, in un successivo intervento televisivo, ha confermato di aver già firmato il documento. Ora manca solo la firma del capo dello Stato per l’entrata in vigore.
Solo dieci giorni fa, la stessa maggioranza parlamentare aveva votato una legge che metteva sotto pressione NABU e SAPO, dopo perquisizioni nei loro uffici da parte dei servizi segreti ucraini. Una mossa interpretata da molti osservatori come un tentativo della presidenza Zelenskyy di rafforzare il controllo politico sugli organismi incaricati di vigilare sulla corruzione, specie dopo l’apertura di un’indagine contro Alexey Chernyshov, ex vicepremier e figura chiave nel cerchio ristretto del presidente.
Nonostante l’approvazione di quella legge, il clima si era rapidamente infiammato. Le proteste pubbliche, il malumore crescente nei partner internazionali e il rischio di compromettere i rapporti con Bruxelles e Washington – fondamentali per i finanziamenti all’Ucraina – hanno probabilmente spinto Zelenskyy a un rapido ripensamento.
Lo stesso deputato dell’opposizione Alexey Goncharenko ha definito la retromarcia un’operazione politica fulminea: “Zelenskyy ha smantellato l’indipendenza degli organismi anti-corruzione in un giorno. Ora aspettiamo che sia altrettanto rapido nel rimediare”.
Il nuovo testo, pur formalmente ripristinando l’autonomia delle due agenzie, non cancella tutte le ambiguità. Rimane infatti una clausola che prevede test obbligatori, entro sei mesi, per i dipendenti di NABU e SAPO, da parte del servizio di sicurezza nazionale. Un dettaglio che alimenta i timori di un possibile controllo indiretto nel prossimo futuro.
Nulla di nuovo per un Paese da sempre al top sul fronte della tutela della corruzione. E l’Europa, sembra volerla sostenerla senza se e senza ma.
foto https://www.president.gov.ua/
